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Ente Teatro, i sindacati pronti a denunciare Ordile

I dirigenti sindacali durante la conferenza stampa (foto Enrico Di Giacomo)

Se non fosse per gli stipendi arretrati dei lavoratori e la sensazione di essere sul Titanic, quella che si è consumata questa mattina al quinto piano del teatro Vittorio Emanuele sarebbe solo una farsa.

Con un copione scadente per di più e che molto probabilmente si concluderà con una denuncia per comportamento antisindacale nei confronti del presidente dell’Ente Teatro Luciano Ordile.

Da un lato ci sono i sindacati ed i dipendenti dell’ente che occupano la stanza del presidente Luciano Ordile da tre giorni e che durante la conferenza stampa convocata questa mattina hanno ribadito che non se ne andranno fino a quando non ci saranno interlocutori validi con i quali affrontare i problemi e programmare il futuro del Vittorio Emanuele.

Dall’altro un Consiglio di Amministrazione spaccato al proprio interno e con un soprintendente, Paolo Magaudda, che ammette candidamente di dovere il proprio incarico al PDL Antonio Martino. Tanto per capire, Martino è il messinese che mentre era ministro della Difesa ha smantellato nella propria città tutto il possibile di un apparato militare che dava lavoro a migliaia di persone. Ma torniamo alla farsa di questa mattina.

La conferenza stampa è stata convocata per spiegare che l’incontro del giorno prima con il CdA era saltato perché il presidente Ordile, evidentemente digiuno in materia di rapporti sindacali, pretendeva di decidere con quali interlocutori discutere.  Tutti i sindacati, tranne la Cisl, si sono alzati e se ne sono andati. Anche perché è stato persino chiesto di fornire i nomi dei lavoratori della delegazione. Roba che neanche il ministro Scelba.

Presenti anche i deputati PDL Enzo Garofalo e Nino Germanà, che ascoltano in silenzio ma non dicono una parola sulla vicenda.

Ovviamente si è parlato di commissariamento ed i sindacati hanno raccontato che quando giovedì scorso hanno incontrato il presidente Crocetta lo stesso ha dichiarato di essere disgustato dai due video che circolano sul teatro (quello in cui Ordile fugge dalle domande di una giornalista e l’altro in cui Magaudda ammette candidamente di essere stato massone e che il suo padrino politico è stato Martino).

Crocetta ha dichiarato anche che un politico messinese con il quale è in stretti rapporti di collaborazione gli aveva detto che al Vittorio Emanuele è tutto a posto. Fatti due conti, dicono i maligni, magari sarebbe opportuno cercare in casa UDC.

Nuova convocazione per questa mattina e la stampa segue i sindacati (SLC Cgil, Uilcom Uil, Fiadel Cisal e Sadirs) e la delegazione di lavoratori che si spostati di un paio di metri per andare all’incontro con il Consiglio di Amministrazione. Ordile è già seduto al tavolo, farfallino d’ordinanza, funcetta e braccine conserte. La stampa ovviamente non entra e in molti se ne vanno.

Non passano neanche tre minuti e i sindacati sono di nuovo fuori. Sbalorditi e sconcertati, comunicano che Ordile ha di nuovo preteso di decidere con chi parlare.

“A nulla è valso spiegare loro le regole elementari dei rapporti sindacali” dichiarano i sindacati, che convocano di nuovo una conferenza stampa durante la quale raccontano brevemente quello che è successo.

“Ancora una volta pretendeva di parlare con i confederali e non voleva dentro la delegazione di lavoratori. Gli abbiamo spiegato che in assenza di un protocollo concordato tra le parti ed al quale si fa riferimento, si seguono regole prestabilite ed il buonsenso. Adesso si è veramente toccato il fondo. Non abbiamo interlocutori credibili e non concluderemo il presidio fino a quando non arriveranno risposte concrete dalla Regione”.

Durante la seconda conferenza stampa fa capolino il vice presidente Daniela Faranda, che dichiara con forza di dissociarsi totalmente dalla linea seguita da Ordile e che “sono tre anni che combatto dall’interno prima con Francesco Rizzo e poi da sola questo modo di gestire le cose”.

Parole pronunciate con una tale convinzione, che viene da chiedersi come mai nel comunicato che l’Ente Teatro ha inviato questo pomeriggio a nome dell’intero CdA si scriva che “la riunione non si è svolta perché il CdA ha ritenuto di non poter accettare la richiesta del delegato della Cgil di allargare l’incontro a una delegazione di lavoratori numericamente imprecisata. Il CdA ha ribadito di aver invitato all’incontro i segretari generali (o i loro delegati) di sei sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Cisal, Sadirs e Cobas) e non altri. Il CdA dell’Ente Teatro nel ribadire la sua ferma intenzione di superare ogni divergenza e di incontrare urgentemente i sindacati, lancia un appello ai segretari generali affinché, ognuno secondo il proprio ruolo e nel rispetto reciproco, si proceda finalmente a una discussione comune”.

Letto così sembra che la linea seguita sia comune a tutti i membri del Consiglio di amministrazione, ma le dichiarazioni del vice presidente Faranda smentiscono nettamente questa unità d’intenti di facciata.

Intanto arriva anche una nota molto dura di Lillo Oceano, segretario generale della Cgil di Messina, che inchioda i vertici dell’Ente. “L’intervista al sovrintendente del Teatro Vittorio Emanuele con le dichiarazioni su massoneria e sul ruolo dei “padrini” nell’attribuzione degli incarichi pubblici, così come le fughe davanti a lavoratori e telecamere o la pretesa del presidente Ordile di scegliere gli interlocutori sindacali dopo averli a lungo evitati -scrive Oceano- sono l’ultima rappresentazione di una manifesta inadeguatezza dell’attuale dirigenza del Teatro. Soltanto giovedì c’era stato l’incontro col presidente Crocetta nel corso del quale avevamo chiesto un immediato intervento. A questo punto non è più possibile sopportare oltre l’arroganza di chi, con ogni evidenza, non ha le qualità necessarie per dirigere il prestigioso ente. Per queste ragioni, certi che non potremo contare su dimissioni spontanee ma eventualmente felicissimi di essere smentiti, chiediamo al presidente Crocetta e al commissario del Comune Croce di intervenire per determinare l’immediato azzeramento del CDA del Teatro Vittorio Emanuele”.