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Ente Teatro, i sindacati denunciano la gestione alla Procura

Il teatro Vittorio Emanuele

Poca trasparenza e leggi non rispettate. La gestione dell’Ente Teatro di Messina finisce in Procura. A presentare la denuncia la SLC Cgil con UILCOM Uil, FIALS Cisal e Sadirs.

La denuncia, inviata per conoscenza anche al prefetto Stefano Trotta, al presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta, all’assessore allo Spettacolo Michela Stancheris, alla Corte dei Conti di Palermo e al sindaco di Messina Renato Accorinti, chiede espressamente una “verifica delle procedure amministrative, gestionali e contabili”.

“Preoccupati dagli atti amministrativi e gestionali recentemente compiuti, con cui l’Amministrazione (presidente, soprintendente e C.d.A.) hanno gestito l’Ente Autonomo Regionale Teatro di Messina e al fine di verificare se alcuni degli atti compiuti siano in linea con norme e regolamenti -scrivono i segretari generali Pippo Di Guardo, Antonio Di Guardo, Carmelo Tavilla e Osvaldo Smiroldo- abbiamo deciso di porre all’attenzione delle SS.LL. in indirizzo i seguenti punti affinché, ciascuno per quanto di competenza, verifichi e accerti se i fatti narrati possano formare oggetto di violazione di legge, illecito e/o di reati perseguibili a qualsiasi titolo”.

Il documento è molto tecnico e parte dalla Legge Regionale 5 del 5 aprile 2011, che riguarda la trasparenza e la pubblicità degli atti delle Amministrazioni Pubbliche e prevede che “tutti gli atti della pubblica amministrazione sono pubblici ed assumono valore legale dal momento del loro inserimento nei siti telematici degli enti, a tal fine opportunamente pubblicizzati. In particolare, ciascun ente dovrà individuare una apposita area nel proprio sito web di facile accesso, nella quale inserire e pubblicare i bilanci, la spesa per il personale, la ripartizione del fondo del salario accessorio, il peso degli aggregati di spesa sul totale ed i curricula dei soggetti esterni che abbiano incarichi di consulenza o collaborazione”.

I sindacati denunciano che nel sito dell’Ente Teatro “sono pubblicati solo i curricula dei soggetti esterni destinatari di incarichi di collaborazione o consulenza; nessun altro punto risulta rispettato”. Ma le denunce di Cgil, Uil, Cisal e Sadirs riguardano anche la Regione.

“Dalle pubblicazione degli atti amministrativi figurano soltanto le deliberazioni del C.d.A. senza alcun provvedimento di impegno di spesa, con le ovvie conseguenze patrimoniali. Per ciò che riguarda la gestione finanziario-contabile, l’Ente è sottoposto al Regolamento concernente l’Amministrazione e la Contabilità degli Enti Pubblici. Il testo dispone l’adozione di un Regolamento di Contabilità, ma tali disposizioni, che non sono mai state prese in considerazione, non hanno ricevuto le giuste verifiche da parte degli assessorati che hanno gestito il controllo dell’Ente. Di conseguenza, sono saltate tutte le corrette procedure amministrative che un Ente Regionale è obbligato a perseguire”.

Da qui discendono per i sindacati “il ritardo nella presentazione dei rendiconti contabili

e l’approssimazione nella definizione dei budget di spesa”. La denuncia depositata in Procura risale al 29 luglio scorso e contiene anche un passaggio sulla mancata approvazione del Bilancio di Previsione 2013, che poi ha ottenuto il via libera d’ufficio dalla Regione Sicilia pochi giorni dopo, anche se il presidente Maurizio Puglisi e il soprintendente Paolo Magaudda ne non venuti a conoscenza solo il 24 settembre scorso, durante un incontro a Palermo.

Nonostante la tardiva approvazione del previsionale 2013, a dicembre dell’anno passato le stagioni di musica e di prosa 2012-2013 hanno avuto il via libera del CdA “senza però -accusano i sindacati-  avere stabilito i finanziamenti attraverso il documento contabile”.

E poi l’affondo più duro. “Ad oggi l’Ente Teatro non è provvisto di alcun requisito necessario per la gestione.  Infatti la gestione provvisoria, autorizzata dall’Amministrazione Vigilante per quattro mesi fino al 30 aprile scorso, permette il finanziamento di somme commisurando i dodicesimi dell’ultimo bilancio approvato. Di fatto, è accaduto che dopo la scadenza di tale autorizzazione l’amministrazione dell’Ente Teatro ha sospeso parte della programmazione prevista nei mesi successivi al 30 aprile, dando però corso ad alcuni spettacoli per i quali non era possibile finanziare le somme.

Al contempo ha mantenuto in essere i contratti di collaborazione dei due Direttori Artistici, del Direttore agli Allestimenti e per l’Addetto alle Comunicazioni (scaduti in agosto, ndr) senza la necessaria copertura finanziaria ed in riferimento alla stagione artistica, peraltro sospesa”.

Dito puntato anche contro la mancata approvazione di un regolamento organizzativo (espressamente previsto dalla normativa) e l’applicazione di un contratto di lavoro di tipo privato per i dipendenti.

“Tale inadempienza ha avuto e ha ancora oggi una ricaduta patrimoniale nella gestione del personale -spiegano i dirigenti sindacali- determinando nell’interpretazione puntuale e rigorosa fornita dalla giurisprudenza costituitasi presso il locale tribunale una vacatio normativa in danno ai dipendenti, (impossibilità di progressione di carriera, differenze qualifiche, differenze paga CCNL / CCRL).

Riteniamo che la mancata applicazione al personale della legge regionale 10 del 15 maggio 2000 possa avere favorito la situazione di indebito che negli ultimi anni ha segnato le sorti dell’amministrazione dell’Ente. La confusione generata dall’assenza di ruoli e competenze certamente non ha favorito l’assunzione di carichi di responsabilità né ha consentito di avvalersi degli strumenti posti a tutela e garanzia delle Pubbliche Amministrazioni e delle disposizioni di Legge”.

Dalla Procura per ora tutto tace, ma nei giorni scorsi la Regione ha trasmesso la denunzia ai vertici dell’Ente Teatro. “Per il momento non ho nulla da dichiarare -commenta il soprintendente Magaudda, in carica fino a metà dicembre. Ovviamente, mi difenderò nelle sedi opportune. Prendo comunque atto con dispiacere dell’atteggiamento dei sindacati”.

Che, dal canto loro, non avendo più avuto notizie dal presidente Puglisi dopo l’ultima riunione, sono già pronti a dissotterrare l’ascia di guerra.