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Vittorio Emanuele, i lavoratori sospendono l’occupazione

La prima cosa che mettono in chiaro è che l’occupazione è solo sospesa. “Domenica scorsa il presidente Crocetta ha assunto con noi impegni ben precisi -dichiarano i segretari generali di Slc Cgil, Uilcom Uil, Fials Cisal e Sadirs Pippo Di Guardo, Antonio Di Guardo, Carmelo Tavilla e Osvaldo Smiroldo. E’ salito qui nella stanza della presidenza che occupiamo da un mese, ha mangiato e bevuto con noi e ci ha promesso il commissariamento”.

Quando? “Sicuramente subito dopo le elezioni politiche di fine mese -affermano i dirigenti sindacali. Abbiamo aspettato tanto, possiamo farlo per un altro mese”. E se non dovesse mantenere la promessa? “Allora torneremo più arrabbiati di prima -minacciano convinti”.

Ad un mese esatto dall’occupazione dell’ufficio del presidente Ordile, le quattro sigle sindacali che hanno portato avanti la protesta ed i lavoratori che si sono alternati nel presidio lasciano la stanza. Dopo avere manifestato per 4 settimane hanno ottenuto quello che volevano: l’impegno formale da parte di Crocetta a mandare a casa il Consiglio di Amministrazione.

Ma non lo aveva promesso già il 22 novembre, salvo poi stoppare tutto? “Il presidente dell’Ars Ardizzone gli aveva detto che era tutto a posto -spiegano i dirigenti sindacali senza girarci troppo intorno. Al premio Buttitta ha dichiarato pubblicamente che l’Ente Teatro non aveva più problemi e che il bilancio del 2010 era stato approvato. Crocetta si era appena insediato e avendo tante cose da fare non ha verificato. Quando il 31 dicembre è venuto a Messina e gli abbiamo detto come realmente stavano le cose, è caduto dalle nuvole e ci ha detto che questa volta avrebbe seguito la vicenda fino in fondo. E

così è stato”.

Intanto sulla mancata approvazione dei bilanci, all’appello mancano ancora quello del 2011 e quello del 2012, raccogliamo la denuncia di un lavoratore che ci dichiara che se il documento finanziario del 2010 è stato approvato con tanto ritardo è dipeso esclusivamente dal fatto che da anni non si faceva più l’aggiornamento dell’inventario del teatro. In attesa di avere conferme o smentite su questo passaggio non certo trascurabile, resta il fatto che un altro lavoratore, Giuseppe Currò, durante la conferenza stampa di stamane ha dichiarato che tra contributi e Irpef non versati e le sanzioni conseguenti, l’amministrazione del Vittorio Emanuele si troverà a pagare oltre un milione e 200 mila euro in più di quanto avrebbe dovuto.

“Adesso aspettiamo notizie sul commissariamento -spiegano i sindacati. Se ci arriva un funzionario regionale si insedierà immediatamente, se invece sarà un esterno la procedura sarà un po’ più lunga. L’importante è che questo CdA se ne vada a casa e che finalmente ci si possa confrontare con interlocutori all’altezza della situazione”.

Dopo le polemiche feroci degli ultimi giorni, la conferenza stampa si chiude con un omaggio al segretario generale della Fistel Cisl, Mimmo Allegra, che ultimamente si è sempre dissociato dalle proteste organizzate dagli altri sindacati. “Questo è per lui -dichiarano i segretari generali mostrando un pallottoliere- perché si faccia bene i conti sui suoi iscritti e sui numeri che ciascuno di noi rappresenta tra i dipendenti ed i lavoratori dell’Ente Teatro”.

Domandiamo quanti iscritti abbia la Fistel Cisl e ci rispondono che arriva a stento al 10%. Visto che la diatriba nasce anche dalle deleghe raccolte tra i dipendenti dell’Ente e tra tutti gli altri lavoratori, chiediamo allora di conoscere i numeri di ciascun sindacato. I dirigenti sindacali glissano e dicono che tireranno fuori i numeri al momento giusto. Aspettiamo che arrivi.