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Ente Teatro, dal commissario molte promesse. Adesso i fatti

La protesta dei lavoratori dell'Ente Teatro

E’ tutto lì, nel verbale. Molte promesse (dai contributi che ancora si aspettano per il 2012 all’equiparazione dei dipendenti ai lavoratori dell’amministrazione regionale) ma con la Regione Sicilia l’esperienza dell’Ente Teatro di Messina è tale, specialmente da quando il presidente è Crocetta, che la cautela è d’obbligo.

Smentita anche l’ipotesi di liquidazione, però rispetto a questa affermazione qualche dubbio tra chi ha rapporti stretti con Palermo  rimane.

Non a caso, quattro sindacati su sei (SLC Cgil, UILCOM Uil, FIALS Cisal e Sadirs, gli altri due sono la Cisal e la Fistel Cisl) hanno detto che non abbasseranno la guardia fino a quando non vedranno atti concreti.

Stop alle proteste quindi per il momento, ma anche dopo l’incontro di stamane i lavoratori dell’Ente Teatro di Messina (dai dipendenti, agli orchestrali ai precari) aspettano atti concreti.

Il ricordo dell’incontro con l’ex Capo di Gabinetto della Stancheris Jacopo Turrisi, che all’inizio di giugno fece promesse ben precise e mai mantenute durante un’assemblea, a partire dal commissariamento “il giorno dopo l’elezione del nuovo sindaco”, è ancora troppo vivo.

Questa mattina i lavoratori hanno accolto il commissario Rosario Cultrone indossando magliette con lo slogan Giù le mani dal teatro e tutto fa pensare che a dispetto dell’effetto Lexotan delle parole di quest’ultimo (che per ore ha tranquillizzato tutti su tutto) che siano pronti a passare dalle parole ai fatti.

Cultrone, che sostituisce il Consiglio di amministrazione in attesa che la Regione, il Comune e la Provincia sblocchino le nomine dei componenti, è stato il vero mattatore dell’incontro con i sindacati. Presente anche il presidente Puglisi che però, stando al verbale, è intervenuto pochissimo.

Il commissario ha promesso a breve l’invio di un milione di euro relativo al 2012 e successivamente (le casse della Regione sono comunque a secco) il saldo di 750 mila euro relativo allo stesso anno. Per il 2013 ha garantito un contributo di 5 milioni 107 mila euro e la stessa somma dovrebbe essere stanziata per

il 2014.

Il chiodo fisso è quello tanto caro al presidente Crocetta: la rete tra i teatri. Perfetta sulla carta, se non fosse che avendo l’Ente Teatro di Messina oltre 45 amministrativi in pianta organica su 63 dipendenti, non è chiaro come possa contribuire ad una circuitazione nell’Isola.

La riunione è durata per diverse ore, con un breve intervallo per l’incontro di Cultrone con il sindaco Accorinti, al quale ha ribadito la volontà di non sciogliere l’Ente Teatro. C’è comunque bisogno di tagliare le spese e Accorinti ha promesso di cedere gratuitamente al teatro gli spazi necessari per le attrezzature, le scene ed i costumi da anni collocati alla ZIR in magazzini in affitto.

“L’anomalia di questo teatro è che non ha un solo artista in organico -spiega il segretario della SLC Cgil Pippo Di Guardo. Siamo stati chiari: non firmeremo alcun accordo se prima non avremo garanzie precise per tutti i lavoratori, compresi precari ed orchestrali e in assenza di un programma complessivo di rilancio. Alcuni mesi fa abbiamo presentato 10 proposte che potrebbero consentire guadagni e rilancio immediati per il Vittorio Emanuele, ma nessuno ci ha mai risposto. Eppure, sono ipotesi di buon senso. Il bar è chiuso da 4 anni perché pretendono di affittarlo a 3 mila euro al mese. Se dimezzassero l’affitto magari ci potremmo pagare le bollette della luce e sarebbe già qualcosa. C’è una biblioteca aperta da 10 anni ma nessuno ne sa niente e anche questo è uno spreco”.

Per quanto riguarda le nomine, per ridurre i costi si prevede un solo direttore artistico per la prosa, mentre per la musica si pensa di prendere un nome importante, di richiamo, che potrebbe predisporre gratis il cartellone e da pagare per le direzioni d’orchestra. Il soprintendente Magaudda ha chiesto di restare in carica un altro mese e probabilmente glielo concederanno, ma poi dovrebbe arrivare il suo successore.

“Il mandato di Cultrona è di tre mesi e siamo convinti che arriverà fino in fondo -conclude Di Guardo- anche perché per il momento di nominare i membri del CdA non se ne parla. Noi e i lavoratori blocchiamo le proteste: vediamo cosa manterrà di quanto ha promesso oggi”.

Ha collaborato Tonino Cafeo