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Ente Fiera, adesso si punta alla SpA

Tra dispettucci e nette prese di posizione anche la 72^ edizione della Fiera Campionaria di Messina è partita. Durante l’inaugurazione di ieri sera non sono mancati i colpi di fioretto tra il commissario straordinario Fabio D’Amore ed il sindaco Giuseppe Buzzanca. Fedelissimo al presidente della Regione Lombardo il primo, coordinatore con Roberto Corona del PDl messinese il secondo, gli scontri sul piano politico sono inevitabili e neanche troppo mascherati. 

E così, nel suo intervento Buzzanca ha ribadito ancora una volta che “la Fiera così com’è non può andare” ed ha chiesto il ripristino del vecchio Consiglio di Amministrazione, composto da 16 membri. D’Amore ha ribattuto che ormai il problema non è il Cda o il commissariamento, ma la costituzione di una Società per azioni nella quale coinvolgere anche investitori privati. 

“Il Piano Regolatore del Porto -ha spiegato D’Amore- non avrà attuazione fino a quando la rada San Francesco non sarà stata liberata dagli imbarchi degli armatori privati ed il nuovo porto di Tremestieri non sarà stato completato e reso pienamente fruibile. Ritengo che la strada migliore sia quella di ottenere dall’Autorità Portuale (alla quale paghiamo un affitto di 4 mila euro al giorno quando apriamo la cittadella alle manifestazioni) 6 anni di tempo per consentire agli imprenditori privati che parteciperanno alla Spa di recuperare gli investimenti. In pratica, questi ultimi dovrebbero farsi carico del restauro dei capannoni, mentre l’Ente dovrebbe realizzare all’interno della cittadella fieristica una tensostruttura da 2.400 metri quadri. Nel frattempo, si dovrebbe lavorare seriamente all’individuazione di un altro luogo in cui trasferire la Fiera e la maggior parte delle sue manifestazioni. A

dicembre raggiungeremo il pareggio di bilancio e a quel punto la Spa diventerà una realtà”. Preso da altri impegni evidentemente improrogabili a questo punto il sindaco Buzzanca, forse risentendo dell’assenza del suo sodale presidente della Provincia Nanni Ricevuto bloccato a casa da improvvisi problemi di salute, è andato via tra lo stupore dei presenti. D’Amore non ha fatto una piega ed è andato avanti ribadendo la sua ipotesi per il futuro dell’Ente.

Il commissario dell'Ente Fiera Fabio D'Amore

“Così com’è la Fiera non ha senso -ha sottolienato. Nella sede storica di viale della Libertà devono restare il Salone della Nautica, la manifestazione di Natale e la Campionaria, che è un appuntamento tradizionale irrinunciabile. Tutte le altre esposizioni di settore, il vero futuro delle Fiere, dovranno invece essere organizzate altrove”. 

E anche questo è un vecchio nodo da sciogliere. Il Piano Regolatore prevede infatti il trasferimento della Fiera nell’area ex Sanderson, che però Buzzanca e l’assessore Scoglio non intendono cedere. Senza perdersi d’animo nei mesi scorsi D’Amore ha avviato dei contatti formali con il sindaco di Taormina Mauro Passalacqua, che lo ha accolto a braccia aperte e gli ha messo a disposizione una grande area a Trappitello, luogo ideale anche grazie ai collegamenti con l’autostrada. Ma questa è una partita ancora tutta da giocare. Intanto, le certezze sono i numeri dell’edizione 2011: oltre 400 espositori, un incasso solo dagli affitti di oltre 600 mila euro, 12 mila persone all’inaugurazione e la determinazione a superare gli oltre 150 mila ingressi dell’anno scorso anche grazie alle numerose manifestazioni collaterali organizzate, a partire dalla mostra del re della pop-art Andy Warhol.