Ennesimo no della CGIL al ponte, Germanà: “Pensi a difendere il lavoro anziché attaccare le opere che lo portano”
ROMA. Strano comportamento quello della CGIL. Dimentica degli anni in cui il ponte sullo Stretto lo voleva e ignorando la tripla capriola all’indietro dopo che Berlusconi si disse favorevole all’opera, continua a contestarne la costruzione aggrappandosi a fantasiose e presunte infrazioni, nonostante le migliaia di posti di lavoro previsti. Ad asfaltare le sconcertanti contestazioni interviene Nino Germanà, vicecapogruppo della Lega a Palazzo Madama e responsabile del partito in Sicilia.
“La Cgil, organizzazione sindacale che dovrebbe tutelare i lavoratori, si dice contraria al ponte sullo Stretto, opera che invece promuove il lavoro non solo per la fase di cantiere ma innescando sviluppo dell’economia dell’intero Sud -ribatte il senatore messinese. Adesso annuncia fantomatiche procedure d’infrazione europea, senza sapere che le procedure seguite sono quelle dettate dalla stessa Unione europea: ‘Direttiva Habitat’ 92/43/CEE.
Questa direttiva, prevede espressamente che l’attestazione IROPI di carattere strategico, prioritario e di preminente interesse nazionale ed europeo del ponte, sia definita sulla base di tre criteri principali: appartenenza dell’infrastruttura alla rete transeuropea dei trasporti TEN-T e in particolare al Corridoio Scandinavo–Mediterraneo (che ha un ruolo strategico nel collegare l’Europa settentrionale a quella meridionale, attraversando diversi Stati membri), la continuità territoriale tra la Sicilia e la Calabria, la penisola italiana e l’Europa e la riduzione dei tempi di percorrenza e dei costi di trasporto per merci e persone.
La funzione militare non è affatto una furbata, ma è assolutamente in linea con le strategie dell’UE. Infatti, la Commissione Europea per lo sviluppo delle reti ha incluso la Mobilità Militare con una dotazione di oltre 17 miliardi -conclude Germanà- dimostrando una particolare attenzione al ruolo strategico delle infrastrutture con duplice funzione militare e civile”.

