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Emergenza coronavirus, gli animali domestici vittime dello scontro tra De Luca e Musumeci

MESSINA. Mettiamo da parte per un momento, non perché siano meno importanti ma per focalizzare meglio il senso di questo articolo, le ricadute della stravagante ordinanza sindacale n° 5 del 2021 su alcune tipologie di commercianti ed esercenti, e concentriamoci su un unico punto: la chiusura dei negozi di animali, per i quali dal 15 gennaio prossimo è prevista solo la consegna a domicilio.  A chi obietta sulla follia di una simile decisione, si risponde che il cibo per animali si può acquistare anche online o nei supermercati. Vero. Ma chiunque abbia degli animali domestici sa benissimo che i pet shop non sono luoghi destinati a vecchie signore che devastano la psiche dei propri animali, soprattutto cani di piccola taglia, con cappottini e fiocchetti. Sono negozi nei quali chi possiede animali con problemi di salute (ebbene sì, non solo gli umani si ammalano) trova risposte immediate. Dal cibo specifico ai saponi, passando per collari, guinzagli, spray di varia natura e tutto quanto sia necessario per i benessere dei nostri piccoli, ci sono prodotti che si posso reperire solo in questi negozi. E per quanto concerne gli acquisti

sul web, non è detto che un anziano ultrasettantenne debba per forza avere dimestichezza con l’e-commerce o che abbia a disposizione parenti o amici più giovani che sappiano destreggiarsi tra carte di credito, codici di sicurezza e motori di ricerca. Chiunque abbia un animale che soffre di determinate patologie, soprattutto alimentari, sa benissimo che i supermercati offrono solo cibi generici, al massimo quelli per cani di piccola taglia o anziani. Ma se i problemi sono altri, l’alternativa sono solo i negozi specializzati nei quali, per altro, non è che in tempi normali ci siano tutte queste gran folle. Chiuderli in un  periodo come questo, nel quale per chi vive solo l’animale domestico rappresenta l’unica fonte di amore e compagnia costante a disposizione, appare come un’inutile crudeltà. Una dimostrazione di esercizio del potere. Che va benissimo se riguarda lo scontro tra un sindaco e un presidente della Regione, giusto per fare un esempio a caso, ma che diventa intollerabile se a pagarne lo scotto sono i cittadini e i loro piccoli amori.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.