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Emergenza coronavirus Messina, buoni spesa: la Family Card e i casi speciali

MESSINA. Tre possibilità da indicare nella richiesta per ottenere i buoni spesa del Comune, la Family Card. Ma se non si rientra in nessuna delle tre, da quanto ci hanno denunciato alcuni lettori di Sicilians, inizierebbero i guai per i cosiddetti casi speciali: quelli di chi, pur vivendo in condizioni di estremo disagio economico, per i parametri indicati nel modulo non hanno diritto alla Family Card. Come nel caso di D. M., operatrice socio-assistenziale precaria. “Mio padre è gravemente invalido e quasi 20 anni fa ci hanno assegnato una casa di 28 metri quadri al terzo piano senza ascensore. Sarebbe dovuta essere un’assegnazione provvisoria per due anni in attesa di avere una sistemazione più adeguata e invece sono ancora qui. Dico sono, perché mio padre non è più in grado di fare 3 piani di scale e vive con mia madre in un appartamento di 25 metri quadri in via delle Fonderie, con le fosse biologiche e le infiltrazioni di acqua perché si tratta di un palazzo antico. La conseguenza dell’avere avuta assegnata una casa al terzo piano

senza ascensore è che per i propri problemi di salute mio padre, al quale era stato assegnato l’appartamento nel quale io adesso vivo sola, alcuni anni fa se ne è dovuto andare. Visto che risulta ancora residente qui mi hanno bocciato la richiesta per i buoni spesa. Lavoro saltuariamente e se non ci fossero le associazioni di volontariato non saprei come fare per mangiare. Avevano detto che avrebbero esaminato uno per uno i casi particolari come il mio e invece nessuno mi dà retta”.

“Non è assolutamente così -replica l’assessore ai Servizi sociali Alessandra Calafiore. La signora Monti non è mai stata lasciata sola e ha ricevuto aiuti fino a ieri pomeriggio. Abbiamo persino provveduto ad acquistare anche beni di prima necessità come il tabacco per fumare. Non può accedere ai buoni pasto, però l’ho sentita fino a questa mattina. Non dipende da noi se lei non può accedere. Ovviamente, continueremo ad assisterla. È seguita anche da altre persone e non posso consentire che si dicano cose non vere”.