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Elton, l’ennesimo volo

È una news fresca di poche ore. Il nuovo disco di Elton John si intitolerà “The Diving board” (Il trampolino). Un disco che uscirà il prossimo autunno e le cui le registrazioni sono state già effettuate in quel di Los Angeles. Cosa c’è di sensazionale nel parlare di un album di cui si sa ancora poco e che vedrà la luce tra molti mesi ? Quel poco che si sa, è la risposta.

Il baronetto inglese ha ormai, dal lontano 2001, intrapreso un percorso musicale che lo ha portato a produrre una musica di alta qualità, essenziale e spoglia di fronzoli pop e commerciali. Una musica non per tutti, che bene si avvicina a quella prodotta nei primi anni ‘70. Songs from the west coast, prodotto da Patrick Leonard nel 2001 segnava l’inizio di una nuova era. Qualcuno non credette che Elton  potesse chiudere un occhio al successo facile di un brano pop/radiofonico per inseguire quel Santo Graal del musicista, quindi la ricerca del proprio essere compositore di grandi melodie. Se poi aggiungiamo il bipolarismo del grande musicista misto al personaggio sempre in vista con le sue eccentricità e megalomanie da rockstar, allora  potevamo francamente non credere a questo nuovo percorso artistico. Ma le scelte musicali e gli album realizzati a partire da quel famoso 2001 hanno dimostrato proprio il contrario. La strada della qualità ha avuto la meglio. Lo testimoniano i successivi album, Peachtree road del 2004 e The Captain & the kid del 2006.

Ciliegina sulla torta è stato l’ultimo album The Union, uscito nel 2010, scritto e interpretato a 4 mani con il bluesman americano Leon Russell, un pezzo di storia della musica americana. Un album che

sfoggia un’incredibile ispirazione ben spalmata in potenti brani che vanno dal gospel al blues, dal rock al country. Fautore di questo stupendo album, che si è guadagnato ben 5 stelle dalla rivista americana Rolling Stone ed ha debuttato al n° 3 nella classifica americana Bilboard degli album più venduti, è stato T-Bone Burnett. Un nome, una garanzia di qualità. Un produttore che al di là di una enorme conoscenza musicale ha il “dono” e una marcia in più, che consiste nel riuscire ad entrare dentro l’anima del musicista che si trova davanti. Con Burnett non occorrono tanti giri di parole. Ti legge dentro e capisce, riuscendo a trasportarlo nel prodotto musicale, ciò che vuoi realizzare.

Ed è sempre Burnett il produttore del nuovo disco “The Diving board”. Un titolo emblematico che racchiude in sé l’essenza della sua realizzazione. Un trampolino che permette ad Elton John di scendere nelle profondità delle sue origini musicali. La news sensazionale è che questo disco, musicalmente parlando, vedrà una formazione di appena tre elementi : pianoforte, basso e batteria. La stessa dell’Elton John che approdò per la prima volta in America nel 1970, quando era accompagnato da Nigel Ollson alla batteria e Dee Murray al basso. Una formazione essenziale e diretta. Dodici brani scritti in appena due giorni fanno sì che questo sia probabilmente il disco più veloce nella scrittura dell’intera carriera di Elton John.

E pensare che questa idea, voluta da Burnett, non aveva in principio ispirato più di tanto il caro vecchio Elton che dice “E’ stato un’idea di Burnett, di ritornare alla formazione originaria composta da piano, basso e batteria”. A quanto pare ha funzionato parecchio, vista la rapidità con cui il musicista londinese ha scritto l’intero album.

Adesso non ci resta che aspettare il prossimo autunno per scoprire cosa ha realizzato Reginald Kenneth Dwight, conosciuto nel mondo come Elton John.