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Elton, across the water

Madman across the water, uno dei capolavori dei primi anni di carriera di Elton John compie 40 anni (distribuito nel novembre del ’71) ma non li dimostra affatto. La musicalità, la produzione, la freschezza e la semplicità con cui le canzoni di questo disco entrano direttamente nel sentire del pubblico costituiscono la sua forza e la sua attualità.

Sir Reginald Kenneth Dwight in arte Elton John, nato nei sobborghi di Londra (Pinner) nel 1947, all’epoca aveva già debuttato nella scena musicale mondiale con tre album di inediti Empty sky, Elton John, Tumbleweed connection, un live 17.11.70 ed una colonna sonora Friends per l’omonimo film.

Un disco che riprende lo stile riflessivo e introspettivo del primo album Empty sky, e che vede la pubblicazione l’anno dopo il primo grande e immenso successo di Elton, Your song. Madman across the water fu un album molto sottovalutato al tempo. Riscoperto più recentemente, è oggi considerato da molti fans e critici il miglior disco in assoluto di Elton John e uno dei migliori dischi rock del secolo. Sonorità americane per un protagonista della musica mondiale che, al di là delle sue origini puramente britanniche, è stato sempre più americano nel modo di comporre e percepire l’arte della musica. Non a caso il suo fedele paroliere di una vita, Bernie Taupin, anch’egli inglese, ha sempre amato raccontare storie all’americana. E l’8° posto nella classifica di vendita americana Billboard non smentisce, soprattutto se consideriamo piuttosto il tiepido 41° posto raggiunto invece in Inghilterra.

Il disco si apre con Tiny dancer, ormai una classica ballata eltoniana, che non può mancare in nessun concerto e che è stata rivalutata spesso negli ultimi anni. Memorabile la scena nel film di Cameron Crowe Almost famous, del 2000, in cui un gruppo di amici che vivono per il rock (ambientato ovviamente negli anni 70) in viaggio tra un concerto e un altro intonano a squarciagola nel pullman il celeberrimo ritornello della canzone “Hold me closer Tiny dancer, count the headlights on the highway”. Il disco scivola via come un bel bicchiere di vino d’annata bevuto in una notte invernale davanti ad un caloroso fuoco. Ogni canzone

è un sorso di cui non ti stanchi mai e finisci per ubriacarti involontariamente delle sue melodie e dalla voce di un giovane Elton. Una voce timida, fragile ma ineguagliabilmente unica e riconoscibile. Sono anni di instancabile attività in studio e live. Tra il 1971 ed il 1975 il baronetto inglese pubblica 11 album, di cui ben 7 consecutivamente al numero 1 nella classifica americana Billboard. Un record probabilmente unico. Tant’è che proprio in quegli anni Elton, con le vendite dei suoi dischi, rappresentava il 3% delle vendite mondiali globali.

Ritornando al disco, dopo la già citata Tiny dancer, arriva Levon (probabilmente ispirata da Levon Helm musicista americano del gruppo The Band) per poi lasciare, si fa per dire, la scena alla title-track del disco Madman across the water. Struggente, orchestrale, solenne e accattivante. Occorre dare il grande merito a Paul Buckmaster, incredibile arrangiatore della parte orchestrale del disco. Il disco prosegue con Indian sunset , uno dei brani più belli e commoventi in assoluto nella carriera del musicista Britannico. Un brano che porta alla riflessione sulle tragiche guerre razziali, sulle violenze dell’uomo bianco. Un tramonto indiano alla luce degli addii, delle perdite in battaglia, della desolazione che riesci facilmente a percepire, “and peace for this young warrior comes with a bullet hole (e la pace per questo giovane guerriero verrà con il foro di una pallottola).

Holiday Inn ripercorre la frenetica vita di un cantante rock che, tra un palcoscenico ed un altro, considera la  noia un mero ricordo. Il disco si conclude con Goodbye. E qui entra in scena tutta la malinconia che un pianoforte, accompagnato da un tappeto di archi, sa creare insieme ad una serie di ossimori esistenziali dell’uomo e dell’artista, in cui l’incertezza prevale : I’ll only snow when the sun comes out, I’ll shine only when it starts to rain”( Sarò come la neve solo quando il sole uscirà, e splenderò solo quando inizierà a piovere), I will write songs for you, I am the poem that doesn’t rhyme(Scriverò canzoni per te, Sono la poesia che non fa rima).

Un disco che merita un bel 10 o, se vogliamo dirlo all’americana, 5 stelle * * * * *.