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Elezioni, twitter e il giornalismo nell’era digitale

Gery Palazzotto

diPalermo.it è “un super-blog di approfondimento”. O almeno così Gery Palazzotto –giornalista e scrittore– ama definirlo. Non si occupa di cronaca o di politica in senso stretto, piuttosto di fornire spunti di riflessione al lettore che in rete cerca qualcosa di più o qualcosa “oltre” la notizia. Attraverso la voce, o meglio i tweet di Gery Palazzotto, la notte dello spoglio elettorale diPalermo.it ha dato per primo notizia del vero scoop di questa tornata elettorale: l’errato conteggio dei voti. Le dichiarazioni rilasciate subito dopo l’allarme dato dal blog dalle istituzioni comunali e regionali hanno confermato l’errore nella procedura.

Da qui, inutile dirlo, un bailamme di fatti e parole, smentite e conferme, riconteggi ed attese, ha condotto ad un bilancio assolutamente disastroso per questa tornata elettorale e risultati definitivi giunti “solo” a 3 giorni di distanza dal voto.

A rimetterci prima di tutti -in termini di immagine, professionalità, credibilità- le istituzioni. Che interpretano la legge o la applicano in maniera imprecisa e che hanno mostrato gravi carenze tecniche ed organizzative. A seguire, giornalisti disattenti e cittadini non più avvezzi alla riflessione ed al senso critico, che ingurgitano qualunque dato sia loro propinato con cieca fiducia.

Antefatto: secondo la nuova normativa, il totale dei voti di un candidato sindaco, e delle liste, si calcola dividendo tutti i voti ottenuti per il totale dei voti validi (il numero totale dei votanti meno le schede nulle). Il fatto: le percentuali dei voti ai sindaci ed alle liste sono state calcolate sulla base dei voti totali espressi. Grandi perplessità sono nate su quali schede dovessero essere ritenute valide e quali no. Insomma, errore su errore.

Questa discrepanza è stata ovviamente gravida di conseguenze, specie per i candidati che erano stati eletti al primo turno e che invece devono andare al ballottaggio o per quelle liste che, magari per poco, erano incappate nello sbarramento senza poter esprimere candidati in consiglio comunale. Mica chiacchiere.

Tuttavia, in questo marasma di dati cifre e nomi, ciò che appare veramente significativo è il ruolo fondamentale che la rete ed i social network si sono ormai ritagliati nella gestione e nella circolazione della notizia. Abbiamo chiesto a Gery Palazzotto di spiegarci perché la rete consenta a chiunque, oggi,

di praticare un po’ di sano fact-checking e divenire guardiano dell’informazione real ed indipendente. Insomma, la genesi di uno scoop tutto digitale.

Come vi siete accorti degli errori nei conteggi?

“Semplicemente verificando i dati che man mano ci pervenivano. Nel corso del live-tweetting notturno sullo spoglio elettorale le cifre arrivavano a rilento e così ci siamo messi a fare dei conti molto semplici. Quando abbiamo visto che c’erano differenze tra i nostri numeri e quelli forniti in via ufficiale, ci abbiamo riflettuto e abbiamo chiesto aiuto ad un esperto di numeri e tecnologia, che ha verificato la correttezza dei nostri conteggi. Abbiamo riflettuto ancora e poi abbiamo lanciato il tweet con la notizia: “errori nei conteggi, tutto da rifare”.

La rete ha subito rimbalzato il vostro scoop. Anche le testate giornalistiche più importanti vi hanno immediatamente contattato. Scetticismo a parte, i fatti vi hanno dato ragione.

“Questo è accaduto perché la nostra è informazione veicolata da persone che scrivono e sono credibili: non abbiamo mai fatto sensazionalismo o dato notizie campate in aria”.

Il blog, twitter, facebook, o dell’informazione ai tempi dei social-network.

“Quando non esistevano queste nuove realtà che ti consentono di essere sulla notizia in tempo reale, i giornali non pubblicavano quasi mai i dati definitivi delle elezioni, perché arrivavano a giorni di distanza, quando ormai non ci pensava più nessuno. Adesso è cambiato tutto, siamo aggiornati ed informati momento per momento, tutti possiamo effettuare il controllo e la vigilanza necessaria alla formulazione di una informazione corretta ed indipendente”.

I cittadini hanno avuto delle difficoltà rispetto alle nuove procedure di voto?

“Certamente si è ingenerata una confusione nelle modalità di espressione del voto. La scheda unica non ha aiutato, molta gente ha avuto timore ad esprimere le due preferenze sulla stessa scheda temendo di invalidarla. Tuttavia, la legge non ammette ignoranza ed è nostro dovere di cittadini informarci per esercitare in maniera corretta il diritto di voto”.

Palermo ha perso un’occasione?

“Comunque vada le elezioni hanno sempre un risultato, che ci piaccia o no. Quello che secondo me è il dato più significativo di questa competizione elettorale è che con queste norme può accadere che il candidato più votato (Riccardo Nuti – 3250 voti) non entri in Consiglio Comunale perché il partito è stato bloccato dallo sbarramento, ed un candidato con 220 voti sì. Questo è il vero assurdo del sistema. A mio avviso, una legge che si deve interpretare, quasi sempre nasconde un imbroglio”.