ElezioniMessina26, risanamento: persi per sempre 40 milioni di Fondi PINQuA

MESSINA. Le bugie hanno le gambe corte. Sempre. Si possono pubblicare le delibere in ritardo e lasciarle online solo lo stretto necessario obbligatorio per legge, ma alla fine, complice la bravura di chi a trovarle ha un talento naturale e non di Sicilians non ringrazieremo mai abbastanza chi lo fa, i nodi vengono sempre al pettine.
E così, leggendo la delibera di Giunta n°223 del 27 febbraio scorso, quando in un’atmosfera da crollo dell’impero l’ormai ex sindaco Federico Basile e gli ormai suoi ex assessori firmavano tutto il firmabile, spostando somme, assegnando incarichi e chi più ne ha più ne metta, passò anche quella relativa a “PN METRO PLUS 2021-2027 – APPROVAZIONE PIANO OPERATIVO VERIONE 4” (sì, era tale la fretta che hanno scritto verione invece di versione), che ha messo nero su bianco la perdita di 40 milioni di euro. Quaranta milioni di euro persi per sempre.
Andiamo per gradi, visto che la materia è molto tecnica ed è giusto e doveroso che tutti i messinesi capiscano quello che è successo. Durante la sindacatura di Cateno De Luca, l’assessore alla Programmazione Europea Carlotta Previti intercetta 153 milioni di euro nell’ambito del PNRR. Con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza si finanzia il PINQuA (Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dell’Abitare).
Tra i progetti finanziati, anche i lavori di rifunzionalizzazione dell’area ex caserma Nervesa per la realizzazione di immobili ad uso abitativo e sistemazione delle aree esterne” (17.504.896,70 euro) e quelli di rifunzionalizzazione degli ambiti di risanamento della zona sud della Città di Messina destinata all’edilizia residenziale urbana e alla dotazione dei servizi – Area di Bisconte” (23.023.338,29 euro). Complessivamente: 40 milioni 528.234,99. Svaniti, evaporati, non li vedremo più.
La prova di questa perdita? Elementare Watson: i due progetti sono stati inseriti nel PN 21-27. Quello da 222 milioni di euro presentato in pompa magna nel febbraio del 2023, sostenendo che la Giunta aveva portato a casa questi fondi. Ma glissando sul fatto che i fondi erano stati assegnati a Messina in quanto Città Metropolitana e non per capacità specifiche di palazzo Zanca e ignorando le perplessità di chi in conferenza stampa aveva fatto notare non solo questo aspetto, ma anche che le schede inviate all’Agenzia di Coesione avrebbero dovuto essere comunque approvate, pena il rifacimento delle stesse.
L’altra notizia importante contenuta in questa delibera, a parte l’ammissione nero su bianco della perdita dei 40 milioni di euro? Che la programmazione per il PN 21-27 è ormai alla quarta versione. Sì: la quarta. Fatto questo che certifica che le precedenti versioni, a partire da quella presentata a febbraio 2023, qualche problema lo hanno avuto. Ma questa è un’altra storia sulla quale scriveremo presto.

