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Elezioni 2013, ecco cosa la città si aspetta dai candidati

Finalmente siamo arrivati al giorno del voto. Le scelte sono fatte, non resta che recarsi alle urne e apporre una x sul simbolo che ispira più fiducia.

Abbiamo chiesto ad alcuni messinesi di indicarci cosa si aspettano dai candidati e cosa sperano facciano per la città.

Un comune denominatore unisce le risposte dei sostenitori di tutti i partiti: la profonda sfiducia nelle persone che governeranno il nostro Paese. “La nostra città è totalmente abbandonata. Abbiamo avuto deputati e senatori, persone che contavano e che non hanno fatto niente per Messina -polemizza Carlo R., 49 anni. Voterò centrodestra perché mi fido di più rispetto agli altri candidati e spero facciano gli interessi del Paese”.

Lo segue a ruota Massimo S., 49 anni. “Messina è allo sbaraglio perché non c’è lavoro. I nostri deputati devono fare di tutto per creare posti di lavoro, creare opportunità per il cittadino. Da vent’anni a questa parte l’unica cosa nuova che è stata fatta è il tram, niente di più, mentre Reggio Calabria nel frattempo ci ha surclassati diventando metropoli”.

Da qualcuno arrivano anche delle proposte concrete. Come suggerisce Dario S., 32 anni. “Intanto vorrei che non realizzassero mai il Ponte sullo Stretto e che si occupassero della messa in sicurezza del territorio. Vorrei un minimo di interesse per la situazione sociale della città, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto lavorativo. Sì, sicuramente quello che i nostri deputati in Parlamento dovrebbero fare è fare arrivare i finanziamenti necessari per il territorio”.

Sarà stata sfortuna o solo un caso, ma tutti gli intervistati si sono detti favorevoli alla realizzazione del Ponte sullo Stretto. Quando ci avviciniamo ad un gruppo di ragazzi seduti su una panchina di piazza Cairoli, la risposta è unanime. Il ponte si deve fare perché porta turismo e soldi. Giriamo la questione al candidato sindaco Renato Accorinti, che da 30 anni lotta perché la mega opera non veda la luce.

“Io voterò Berlusconi -palesa Giovanni, 24 anni. Spero possa rivoluzionare questa città, è troppo spenta. Soprattutto per quanto riguarda le discoteche perché attirano persone in città”. Lo spalleggia il suo amico Alberto, anche lui ventiquattrenne. “Anche io voterò Berlusconi e spero che i nostri deputati lavorino per incrementare l’occupazione. C’è troppa gente a passeggio”.

“Non ho idea di cosa potrebbero fare i nostri deputati per questa città bloccata -dice con rammarico Selene G. 21 anni. So solo che io voterò Berlusconi perché è l’unico che ha fatto qualcosa per i giovani e, se vincerà lui, creerà agevolazioni per il lavoro. Non do il mio voto a Grillo perché sta solo disperdendo voti”.

Dei nomi dei nostri deputati neanche l’ombra nella memoria dei messinesi, la cui attenzione è focalizzata sul futuro premier

e sulle prossime tasse. “Berlusconi ha promesso che ci restituirà l’IMU e lo farà perché ogni promessa è debito -risponde secco Giovanni D.D., 70 anni. Non darò il mio voto a Monti e Bersani perché non hanno promesso niente. Speriamo che facciano il ponte, ma sicuramente Franza non vorrà”.

“Il ponte sullo Stretto sarebbe un’ottima cosa per Messina -concorda Francesco F., 53 anni che siede con il signor Giovanni a piazza Cairoli. Darebbe lavoro per anni. Un’altra cosa che occorre che facciano i nostri deputati è incrementare le pensioni”.

Non è d’accordo Antonio Z., 71 anni “ Il Ponte non si farà mai, questi parlano, parlano ma non fanno niente. Ci cercano solo in tempo di votazioni e poi spariscono. Le istituzioni non fanno quello che dovrebbero, basta guardare i vigili urbani che fanno finta di non vedere. Credo che solo chi se lo può permettere dovrebbe pagare l’IMU, per esempio entro un certo limite di metri quadrati”. Mentre un altro signore seduto con loro ci suggerisce che l’apertura di un casinò sarebbe una buona soluzione per la città, perché il luogo “aunni caminunu i soddi” (dove camminano i soldi, ndr).

Pochissime le interviste in favore della sinistra, per le vie cittadine. Solo Giovanna R, 47 anni spezza una lancia in favore. “A Messina la destra non ha fatto niente, anzi l’esperienza dell’ex amministrazione comunale è stata un disastro. Spero che i deputati che andranno in Parlamento si facciano valere e portino i finanziamenti per risanare il dissesto e mettere in sicurezza il territorio. Spero che anche a livello nazionale, ci sia una maggioranza di centrosinistra perché chi ha governato finora ha solo fatto danni”.

Molto più duro Fabrizio R. (che dichiara che voterà PD senza se e senza ma) quando gli diciamo che la stragrande maggioranza degli intervistati ha dichiarato che voterà per Berlusconi e che è un coetaneo dei ragazzi che voteranno il cavaliere. “Noi di sinistra non stiamo a scaldarci al sole credendo nelle balle colossali che il centrodestra ci propina da 19 anni -sbotta risentito. Lavoriamo e cerchiamo di costruirci un futuro senza aspettare che qualcuno risolva i problemi al posto nostro. Io sono uscito per una commissione di lavoro, ecco perché sono in giro. Noi lavoriamo sodo, loro o fanno i fighetti con i soldi di papà oppure credono nelle promesse pre elettorali che poi puntualmente diventano carta straccia. Ma tra un bunga bunga e l’altro Berlusconi ed i suoi compagni di merende ci hanno privato del nostro futuro. Passi i vecchi, ma i ragazzi come fanno a non capirlo?”.

Che si voti a destra, a sinistra, Grillo o Monti, Giannino o Berlusconi, una cosa è certa, i cittadini messinesi aspettano risposte dalla politica nazionale anche sui problemi che le istituzioni locali non hanno saputo risolvere. Vedremo quanto spazio sapranno ritagliarsi in Parlamento i deputati messinesi che domani saranno la voce della città a Roma.

Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.