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Elettrodotto Terna, la Valle del Mela chiede aiuto al Prefetto

Il tracciato dell'elettrodotto di Terna

La valle del Mela continua a lottare contro l’elettrodotto Sorgente-Rizziconi. I cittadini che si oppongono alla realizzazione del tratto aereo della grande opera, che dovrebbe sorgere nella porzione della provincia di Messina compresa fra i comuni di Villafranca Tirrena e San Filippo del Mela, hanno scritto a Napolitano, a Monti ed ai ministri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico e dei Beni Culturali per chiedere il loro intervento a sostegno di una sospensione cautelativa dei lavori in attesa delle sentenze del giudice amministrativo.

Ben due giudizi infatti sono attesi dal TAR del Lazio in merito alla costruzione dell’elettrodotto. Uno sul ricorso promosso dai comuni di Pace e San Filippo del Mela, che impugna l’autorizzazione Ministeriale Unica all’apertura dei cantieri, il secondo sul ricorso della Terna contro il rifiuto, da parte dell’amministrazione di Pace del Mela, delle modalità di interramento della linea a 150 kw proposte dalla società A queste due azioni giudiziarie si affianca un ricorso straordinario, proposto sempre dal Comune di Pace del Mela, contro il decreto della Regione Sicilia che ha espresso un parere favorevole all’opera, subordinandolo comunque a quello dell’Unione Europea.

Gli abitanti dei Comuni attraversati dall’elettrodotto hanno passato la scorsa primavera e l’estate  appena conclusa fra assemblee e mobilitazioni sempre più visibili. In numerosi incontri pubblici hanno denunciato i rischi di carattere ambientale e sanitario legati alla realizzazione dell’opera e giudicato insufficienti, quando non offensive, le proposte di compensazione monetaria del danno preventivato.

Gran parte dei sindaci della zona sostiene le ragioni della mobilitazione. Nella lettera inviata ai rappresentanti del Governo, i primi cittadini ricordano con puntualità come il progetto  comprometta l’integrità di un territorio in cui convivono luoghi di grande valore ambientale e paesaggistico come la dorsale dei Peloritani e zone dichiarate ad alto rischio ambientale dalla stessa Regione Sicilia.

Il documento dei sindaci si richiama perciò al principio di precauzione, come è enunciato dall’articolo 174 del trattato che istituisce l’Unione Europea, e torna a chiedere con grande forza  sostanziali modifiche al tracciato dell’elettrodotto, annunciando nuove “mobilitazioni e azioni di disobbedienza civile“ nel caso le cose continuassero a restare così come sono.

La Terna, dal canto suo, sembra non volere in alcun modo prendere in considerazione le richieste di modifica al progetto. Sul suo sito internet pubblica tutti gli anni un dettagliato rapporto sulla sostenibilità ambientale delle proprie opere e si dichiara disponibile ad ogni tipo di intervento volto a mitigarne l’impatto sui territori. Dalla scelta di sostegni paesaggisticamente compatibili e progettati dagli architetti più in voga, agli interventi di ripristino su aree boschive interessate ai cantieri. “Nonostante questa dichiarata sensibilità- denunciano le associazioni ambientaliste del milazzese- l’azienda sa che il progetto di elettrodotto aereo interessa una zona riconosciuta ad alto rischio ambientale già nel 2002 con una delibera della Giunta regionale siciliana e che per la stessa si attendono interventi di risanamento, anche alla luce degli allarmanti dati sugli incrementi delle patologie tumorali.

L’elettrodotto Sorgente-Rizziconi attraversa inoltre il “Sito di Interesse Nazionale – Area Industriale di Milazzo”, riconosciuto dall’articolo 1, comma 561 della legge del 23 dicembre 2005, i cui confini sono stati stabiliti con un decreto del ministero dell’Ambiente dell’11 agosto 2006. Per tale sito era stato finanziato un intervento di bonifica che prevedeva la spesa, mai peraltro effettuata, di 4 milioni e mezzo di euro.

Nino La Rosa

Ma l’instancabile denuncia dei cittadini non si limita a questi aspetti. Entra nel dettaglio rammentando che Terna gestisce già un elettrodotto a 380 KV che passa a 19 metri dalle abitazioni della frazione di Passo Vela, nel comune di Pace del Mela, nota alle cronache per l’aumento abnorme di ammalati di varie forme di tumore. Come pure ricorda che è stata la stessa Regione,  con una propria circolare del febbraio 2012, a ribadire la necessità di far rispettare le indicazioni previste dai piani di gestione della Zona a Protezione Speciale “ITA030042 Monti Peloritani, Dorsale Curcuraci, Dinnamare e area marina dello Stretto di Messina”, attraversata dal futuro impianto. “Il tracciato dell’elettrodotto -ricorda l’avvocato Nino La Rosa, legale delle associazioni ambientaliste- viola anche le norme di salvaguardia del Piano Paesaggistico della Regione Sicilia”. 

Intanto l’assessore Provinciale all’Ambiente Carmelo Torre ha indetto una seduta del tavolo tecnico che si terrà il prossimo 21 settembre, mentre i sindaci e le associazioni hanno chiesto al prefetto di Messina Francesco Alecci un incontro per illustrare le problematiche e chiedere un intervento delle istituzioni per risolvere la vertenza.