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Educazione di genere: la chiave del futuro è la scuola

L'incontro a Palazzo Zanca

Perché? Questa è la domanda che muove il mondo. Se non vi chiedete perché davanti a tutto quello che vi succede, la scuola è inutile.”

Queste le parole della sociologa della comunicazione Graziella Priulla, che in un Salone delle Bandiere gremito di persone ha parlato a una platea di studenti provenienti da diversi istituti superiori della città.

Il pretesto è stato offerto dalla presentazione del suo ultimo libro C’è differenza: identità di genere e linguaggi. Storie, corpi, immagini e parole, un vero e proprio manuale di educazione di genere.

Educazione di genere che passa prima di tutto attraverso l’istruzione scolastica, con libri di testo che diano il giusto spazio a tutti i personaggi, maschili e femminili, che hanno fatto la storia dell’umanità in campo politico, artistico o letterario che sia. Cosa che nella stragrande maggioranza dei casi non si verifica.

I testi di letteratura o di storia dell’arte tralasciano di analizzare pensieri e opere femminili che pur sono esistite. E, tanto per fare un esempio, nessun testo descrive l’antica vicenda del ratto delle Sabine per quel che è stato realmente, ossia uno stupro di massa. “Non basta cambiare le leggi, bisogna cambiare le teste”, ha poi incalzato

l’autrice, insistendo su quanto sia importante che la scuola insegni ai ragazzi a mettere costantemente in discussione gli stereotipi e diventare consapevoli del fatto che oltre al potere politico e istituzionale ce n’è un altro più sottile e impalpabile, il potere psicologico e culturale, che bisogna saper riconoscere e tenere a bada.

Una platea attenta ha seguito l’intervento di Graziella Priulla, introdotto dal coordinatore del circolo Libertà e Giustizia di Messina Giusi Furnari Luvarà. Ad arricchire il dibattito si sono aggiunti i contributi di altre donne attivamente impegnate su questo fronte, tra cui l’assessore alle Pari Opportunità del Comune di Messina Patrizia Panarello, Grazia Maria Pistorino della FLC CGIL di Messina, la presidente del Cedav Carmen Currò ed Elena Oteri del Soroptimist Club Messina.

È stato uno scambio intenso, con interventi interessanti anche da parte degli studenti, tra cui due giovani poeti dilettanti, Antonio Vitarelli e Andrea Santoro, che hanno recitato poesie da loro scritte sull’argomento. Un incontro dedicato alla questione dell’identità di genere ma anche, per esteso, a quella dell’affermazione dell’identità in senso più ampio, con l’intento di incrementare la libertà di essere pienamente se stessi sia per le donne che per gli uomini. Nonostante l’attenzione tenda a focalizzarsi prioritariamente sulla condizione femminile è pur vero che, per usare ancora una volta le parole di Graziella Priulla, “anche gli uomini devono poter avere il diritto di piangere senza sentirsi dare della femminuccia”.