Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Ed il Teatro in Fiera rinasce come Teatro Pinelli

Una pagina facebook con più di 600 fan colma di messaggi di solidarietà ma anche di contributi politici e video che documentano le numerose attività svolte in queste giornate.

E ancora: un blog prossimo venturo, assemblee aperte a cui partecipano non meno di cento persone per volta, un fitto programma di iniziative. Con tutto questo all’attivo, il bilancio dei primi tre giorni di occupazione del Teatro in Fiera può dirsi positivo.

Nata dal rifiuto da parte degli antifascisti messinesi  di  mettere in scena  consuete liturgie di scontro quest’esperienza,condotta da un arcipelago che comprende realtà in movimento da diversi anni (dagli studenti dell’Onda ai militanti Noponte, passando per gli attivisti antirazzisti, per i diritti civili e per i beni comuni) sta provando a regalare a Messina ciò che è stato suo e che l’abbandono del pubblico ed i potenti interessi privati le hanno nel tempo sottratto.

Come è già successo a Catania con il Teatro Coppola e a Palermo con il Garibaldi, tocca agli artisti coinvolti nel percorso accompagnarlo verso una rapida strutturazione.

L’ambizione è quella di dotare anche Messina del suo Teatro dei cittadini. Un luogo dove la cultura è prima di ogni altra cosa  un bene comune di cui prendersi cura, ma anche “un organismo strano, un po’ caotico, molto eterogeneo” come ama autodefinirsi, che “prende confidenza con la democrazia diretta” e la propone alla città come modello ideale ma allo stesso tempo realizzabile . 

Così ieri sera i locali del teatro, ribattezzato  Pinelli per la singolare circostanza  che ha visto la riapertura dei suoi cancelli proprio in occasione  dell’anniversario dei fatti di Milano di 43 anni fa, quando l’anarchico Giuseppe Pinelli fu ucciso durante un interrogatorio in Questura, ha ospitato la seconda edizione della Giornata di azione globale per i diritti dei migranti, dei rifugiati e degli sfollati, organizzata dal circolo ARCI Thomas Sankara.

Oggi alle 20.30 è prevista la proiezione di un classico del cinema civile come Le mani sulla città di Francesco Rosi. Nei prossimi giorni saranno invece organizzate presentazioni di libri a cura della casa editrice Mesogea, iniziative antiomofobia a cura dell’Arcigay, concerti di gruppi come i Big Mimma, la lettura dell’Otello a cura di Angelo Campolo e Annibale Pavone , il teatro per bambini dell’Accademia Sarabanda, i readings di Maurizio Marchetti e molto altro

ancora.

Il collettivo che anima l’occupazione  del Teatro in Fiera tuttavia non dimentica e intende rammentare costantemente alla città che il suo obiettivo fondamentale resta quello di tenere aperta una vicenda molto complessa  che interessa tutta l’area della Fiera campionaria di Messina, non solo quella del teatro.

Il recupero dell’affaccio a mare è infatti da decenni al centro del dibattito politico cittadino né più e né meno del Ponte sullo Stretto.  Si tratta, com’è noto, di una vasta porzione di territorio  che  è stata abbandonata  per decenni al più assoluto degrado e che oggi è oggetto di ambiziosi piani di risanamento e riqualificazione su cui le giunte che si sono alternate alla guida della città hanno investito tutto in termini di credibilità e di consenso.

Per ciò che riguarda specificamente la  Cittadella fieristica ed il Teatro che vi è ospitato, essa è al centro di un  contenzioso aperto tra Ente Fiera (fallimentare ed in attesa di un commissario liquidatore) e l’Autorità Portuale, che ha ereditato dal demanio marittimo le concessioni  degli spazi all’atto  dalla sua costituzione nel  1994. 

La gestione delle aree da parte dell’Autorità Portuale di fatto ha comportato una vera e propria chiusura  della cittadella fieristica rispetto agli enormi bisogni di socialità e di cultura dei cittadini.

I suoi  30 mila metri quadri impreziositi da  padiglioni enormi prodotto del miglior modernismo architettonico  italiano, sono  sporadicamente affittati a prezzi altissimi e tenuti in pessime condizioni,  mentre su di essi sono stati banditi innumerevoli concorsi di idee  e sviluppati progetti di restauro e riuso destinati a restare su carta per chissà quanto tempo ancora.  

Questi temi sono stati al centro di un confronto serrato a cui hanno preso parte il Prefetto Stefano Trotta e il presidente dell’Autorità Portuale Nino De Simone. La discussione, dagli esiti ancora apertissimi, si è sforzata di individuare gli strumenti concreti attraverso cui mettere in piedi una vertenza cittadina per il recupero di tutti gli spazi della cittadella fieristica alla libera fruizione.

Le ipotesi più interessanti  avanzate in assemblea e offerte al dibattito pubblico si riallacciano alla categoria di bene comune intesa come “spazio non proprietario, escluso dalla monetizzazione e dal profitto”. Da quest’idea, le varie proposte di appalto popolare  per il pieno recupero dell’area o di comodato d’uso da mettere in pratica dopo la restituzione al Comune degli immobili oggi ancora sotto il controllo dell’Autorità Portuale.

Il confronto proseguirà domani alle 17 al Teatro Pinelli attraverso un tavolo tecnico aperto ad esperti e cittadini.