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Economia, vertice tra Confapi Messina ed i sindacati

“Non è più tempo di contrapposizioni. La crisi è grave e durerà ancora a lungo. È necessario mettere da parte i conflitti degli anni passati e lavorare insieme per rilanciare l’economia locale prima di arrivare ad un punto di non ritorno”. A dichiararlo è Giorgio Caprì (nella foto), presidente di Confapi Messina, durante il primo incontro con i rappresentanti provinciali di Cgil, Cisl e Uil al quale hanno preso parte anche il direttore generale di Confapi Sicilia Benedetto Brandino, il presidente di Aniem Messina Saro De Domenico e Nicola Barbalace, componente del Consiglio Direttivo di Confapi Messina.

“Questo è il primo di una serie di incontri -ha aggiunto ancora Caprì- durante i quali metteremo a punto una serie di iniziative che ci consentiranno di individuare prima e di tracciare poi un percorso comune tra impresa e sindacati che dia risposte concrete ai bisogni di chi opera nel territorio, al di là delle dichiarazioni di intenti che troppo spesso sono rimaste lettera morta. Ormai quotidianamente i lavoratori coinvolti nelle vertenze assediano Palazzo Zanca e come Confapi Messina viviamo ogni giorno il dramma di chi fa impresa e non riesce a dare un futuro ai propri dipendenti. A breve ci sarà il rinnovo dei vertici della Camera di Commercio e se si guarderà esclusivamente al bene del tessuto economico provinciale escludendo interessi personali o di parte, sarà un passaggio fondamentale”.

“Con questo primo incontro -ha sottolineato Benedetto Brandina- stiamo ponendo le basi per un proficuo lavoro comune. Le vecchie contrapposizioni sono ormai superate perché non c’è impresa se non ci sono lavoratori e non c’è associazione datoriale senza sindacato”.

Subito dopo la parola è passata ai sindacati. “Aprire un tavolo di discussione è sempre positivo –ha dichiarato Enzo Cambria, della segreteria provinciale della Cisl. L’economia è ferma, da anni ci sono grandi promesse sulle infrastrutture, ma l’assenza della classe politica nella nostra città è dominante. In questo momento l’unica azienda che investe è la Raffineria di Milazzo, ma servono regole precise ed inoltre il settore privato ha dei cicli ed il futuro è tutto da vedere. Intanto le aziende della zona tirrenica sono in grande crisi, il

tessile è scomparso e il crollo dell’edilizia, da sempre settore trainante, sembra non avere fine”. “Viviamo in una condizione che ormai ha raggiunto il limite –ha aggiunto Pino Foti, segretario generale della Filt Cgil- siamo tagliati fuori da tutto. Non solo la classe politica non intercetta fondi, ma non è neanche in grado di produrre progetti per attirare qui le risorse necessarie. I tavoli aperti nel corso degli anni non hanno prodotto nulla e per questo è importante non fermarsi al’analisi ed alla denuncia, ma studiare insieme proposte valide da presentare al territorio”. “La classe politica locale è la più grossa palla al piede di questa città -ha puntualizzato Costantino Amato, segretario generale della Uil. Penso che le si dovrebbe chiedere un risarcimento danni e non è una battuta. Per 40 anni non hanno saputo pensare ad altro che non fosse la bufala del ponte sullo Stretto. I pochi spiccioli ancora disponibili sono appannaggio solo di Palermo e Catania e la provincia, dove invece insistono realtà produttive validissime è ignorata. Secondo me è da là che bisogna ripartire, da quel poco di positivo che abbiamo. Non è tantissimo, ma  già qualcosa”.

Assist perfetto quello sulla provincia, immediatamente raccolto da Nicola Barbalace. “La provincia è sempre stata più vitale rispetto alla città (alla quale compete un ruolo da erogatore di servizi) ed è a questa porzione di territorio che dobbiamo guardare per rimettere in moto l’economia. Ecco perché come Confapi Messina abbiamo aperto una sede a Capo d’Orlando ed abbiamo intenzione di aprirne altre a breve. Le imprese della provincia hanno bisogno di un punto di riferimento vicino al quale rivolgersi e questa esigenza non può essere ignorata. Anche perché, mentre lo sviluppo della città è ostaggio del ponte da decenni, loro vanno avanti e guardano al futuro”.

Il presidente di Aniem Messina, l’associazione dei costruttori di Confapi, Saro De Domenico ha poi ribadito come “dalla grave crisi che ha colpito il settore edile ci si potrà riprendere solo se si lavorerà insieme per rimettere in moto l’economia innescando un circolo virtuoso che consenta una ripresa complessiva”.

Prossimo appuntamento il 23 gennaio sempre presso la sede di Confapi Messina per parlare di formazione e di progetti all’interno dell’Ente Bilaterale appena costituito.