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Economia. Salvare l’ATM, l’OrSA fa proprio il piano messo a punto dell’ingegner Guglielmo

iniziative Foti miglioramentoMESSINA. Il sindacato autonomo OrSA fa proprio il progetto per evitare la liquidazione dell’ATM dell’ingegner Giacomo Guglielmo, esperto di mobilità e Fondi SIE, e lo presenta all‘incontro convocato dal sindaco Cateno De Luca con le parti sociali per questa sera alle 22.

“La premessa doverosa è che la liquidazione dell’ATM non è necessaria e può essere evitata -si legge nel progetto. Anche perché, la messa in liquidazione non cambia di una virgola l’ammontare della massa debitoria in quanto il Comune non è solo il proprietario del 100% delle quote di ATM, ma è l’ATM. Se l’Azienda Trasporti (che, come recita la legge 142 del ’90, è un ente strumentale del Comune) fosse stata trasformata in una SpA pubblica come previsto da anni dalla normativa vigente e non fosse rimasta l’unica azienda speciale di TPL in Italia, il cumulo dei debiti si sarebbe potuto ridurre e trasferire a una bad company comunale, che lo avrebbe pagato con un fondo speciale dello Stato. Azioni queste, messe in pratica dalla Giunta Stancanelli a Catania per l’AMT con la nascita di una SpA con basso indebitamento e la canalizzazione di tutti i debiti verso erario e INPS su una bad company finanziata con 48 milioni di euro trasferiti nel 2013 dal Governo nazionale al Comune etneo, lasciando invece attiva una SpA pubblica nelle condizioni di competere offrendo il servizio di TPL e migliorando la produttività attraverso il vero parametro che la misura: la velocità commerciale.

OBIETTIVI

A Messina il trasporto pubblico locale può essere garantito ai 250.000 utenti quotidiani tra residenti, studenti fuori sede, pendolari e croceristi che per 6 mesi l’anno sbarcano in città, senza progetti faraonici e costosi. Bastano poche mosse: la creazione di 3 linee BRT, il cosiddetto Bus Rapid Transit, e l’eliminazione dello Shuttle che, già a partire dal termine, non ha alcun fondamento tecnico e pratico, come del resto i messinesi possono constatare ogni giorno.

Le corsie preferenziali devono essere realizzate al centro della carreggiata e non lateralmente, per evitare il nascere di barriere che inevitabilmente danneggiano le attività commerciali e confliggono con la sosta delle auto. Ovviamente, la sicurezza dell’accesso e dell’uscita dai mezzi dei passeggeri deve essere garantita dai cosiddetti salvagente e da fermate mediante accostamenti al marciapiede laterale.

All’assessore regionale ai Trasporti Marco Falcone e a Trenitalia si deve chiedere un incremento della frequenza dei treni della metroferrovia Giampilieri-Stazione centrale, prevedendo intervalli di un quarto d’ora tra un treno e l’altro e il biglietto integrato ATM-FS al prezzo del ticket di un autobus. Nel frattempo, si deve un collegamento BRT tra Giampilieri e il capolinea del tram allo stadio Celeste, agevolando la velocità commerciale con una corsia centrale. Ovviamente, appena possibile il BRT 1 dovrà essere sostituito dal collegamento ferroviario.

La sede della linea tramviaria attuale dovrà essere mantenuta nel tratto stadio Celeste-curvone Gazzi, per proseguire poi con due corsie protette (BRT 2) lungo via La Farina, via Tommaso Cannizzaro, via Garibaldi, viale Giostra e viale della Libertà, sulla sede attuale del tram, fino al museo.

La linea tranviaria dovrà essere declassata da city way a tram promiscuo, mantenendola con l’attuale bassa velocità ma alta capacità di carico ed eliminando parte delle barriere che impediscono l’accesso alle attività commerciali, soprattutto a Provinciale e nella zona sud del viale San Martino.

Una linea BRT 3 dovrà essere attivata dal museo fino a Torre Faro. Queste tre linee e il tram dovranno avere frequenze di 13 minuti tra un mezzo e l’altro.

LE LINEE

Per i villaggi sono previste 6 linee pendolari: Pendolare 1 Ponte Gallo-Torre Faro, Pendolare 2 Giampilieri-Briga-Pezzolo, Pendolare 3 Santo Stefano Superiore-Mili, Pendolare 4 Galati, Pendolare 5 Tipoldo-Zafferia-Tremestieri, Pendolare 6 San Filippo Superiore-Gazzi. La frequenza media sarà di 20 minuti, garantita da 16 bus.

In ambito urbano si prevedono 8 linee circolari: Bordonaro-Camaro, Camaro-Gravitelli, Gravitelli-Boccetta, Boccetta-Giostra, Giostra-Annunziata, Annunziata-Papardo, Bisconte-Montepiselli, Curcuraci-Ganzirri. Anche queste linee devono avere una frequenza di 16 minuti e per fare ciò sono necessari 23 bus.

Inoltre, sono previste 4 navette: Molino-Altoilia-Giampilieri, Neuroplesi-Europa, Cumia-Bordonaro, Salice-Gesso-Ponte Gallo, con frequenza media di 30 minuti garantita da 5 mezzi.

In più, è necessario prevedere la linea Masse-Castanea-Cavallotti, gestita con 3 bus e una frequenza di mezz’ora. Per chiudere, una sola linea che utilizza l’autostrada, la Ponte Gallo-Cavallotti, con una frequenza di mezz’ora. Quindi, con 73 mezzi in tutto (67 bus e 6 tram) tutti i messinesi avranno garantito il proprio diritto alla mobilità ogni 15 minuti in ambito urbano”.

Tutto ciò è già stato dimostrato a Catania, con il Piano Urbano del Traffico studiato e realizzato dall’ingegner Guglielmo per l’amministrazione Stancanelli. Il presente progetto è invece basato sul progetto originario sviluppato, sempre dall’ingegner Guglielmo, per Reset! nel 2014.