Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

#Economia. Autorità Portuali: Gioia Tauro resta sola e Messina se ne va con Augusta e Catania

Messina, vedutaDi essere accorpati con Messina i calabresi proprio non ne volevano sapere e alla fine Delrio ha ceduto. L’Autorità Portuale di Gioia Tauro sarà una delle poche a ballare da sola e Messina se ne va con Catania e Augusta. 

La bozza del decreto legislativo del ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, che riduce da 24 a 14 le Authority italiane e le trasforma in Autorità di Sistema Portuale, ne prevede solo due per la Sicilia: Palermo-Trapani e Catania-Messina-Augusta. La prima avrà sede nel capoluogo della regione, per la seconda si dovrà aspettare la decisione definitiva.

Svanisce nel nulla quindi il sogno di un’Authority delle Stretto tanto caro al sindaco di Messina Renato Accorinti, così come la richiesta di autonomia avanzata da più parti. Ma diversamente dall’accorpamento con Gioia Tauro, quello con Catania e Augusta potrebbe creare non pochi problemi ai dipendenti dell’AP messinesi perché la pianta organica dell’ente calabrese è al completo, mentre quella delle due strutture siciliane non lo è. Non si escludono quindi trasferimenti per implementare gli organici sottodimensionati.

Tutta da definire invece la questione della sede. Su questo punto l’articolo 1/bis del dl è molto chiaro: è vero che la sede del nuovo ente sarà nel cosiddetto porto core (quello principale), ma il ministro Delrio ha demandato ai presidenti delle Regioni la possibilità di scegliere una sede diversa. Quindi, anche se nella Sicilia Orientale il porto core è quello di Augusta, non è detto che Messina o Catania non possano ottenere la sede. Nella città etnea già ci si sta muovendo in tal senso, in riva allo Stretto ancora si dorme, salvo poi  svegliarsi all’improvviso e chiedere perché Catania riesca sempre a ottenere ciò che vuole.

Per quanto concerne invece il futuro di Gioia Tauro, resta il fatto che anche se godrà di piena autonomia insieme ad Ancona, Civitavecchia, Ravenna, Trieste e Venezia, da quanto sostengono gli addetti ai lavori l’ente calabrese ha notevoli problemi dal punto di vista economico.

Difficoltà determinate sia dalle strutture portuali che si stanno via, via costituendo in Nord Africa e che sono molto più competitive sia come costi che come spazi, sia perché attualmente riesce a essere appetibile perché copre una quota dei costi di competenza degli armatori. Nel caso in cui questa politica dovesse essere messa da parte per carenza di fondi, Gioia Tauro perderebbe la propria attrattività rispetto agli hub nordafricani.

In ogni caso, dopo due anni di attività si valuterà il lavoro svolto e le Autorità di Sistema Portuale che non rispetteranno i criteri indicati nel decreto legislativo saranno soppresse e accorpate ad altre.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.