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Eccellenza? No, signore

Cara Contessa Lara, sono stata da poco assunta in un’importante impresa privata che ha spesso contatti con i vertici istituzionali della città. In occasione delle festività pasquali, mi è stato chiesto di predisporre i biglietti di auguri. Ho consultato diversi manuali di galateo e ho intestato i biglietti al signor Prefetto, al signor Sindaco e altri. Sono stara ripresa severamente perché in alcuni casi (prefetto, alti magistrati) ho omesso l’Eccellenza. Ma da quanto ho letto è un titolo riservato solo ai prelati. Sbaglio? Grazie per l’aiuto, Franca S. 

Gentile Franca, lei non sbaglia affatto. L’abitudine di appellare il Prefetto e i vertici della magistratura locale con il titolo di Eccellenza è un retaggio precedente alla II Guerra Mondiale, che dovrebbe essere in disuso da oltre 60 anni. Ricapitolando: al prefetto ci si rivolge scrivendogli o chiamandolo Signor Prefetto, ai presidenti del Consiglio, della Cassazione, della Corte dei Conti, del Tribunale signor Presidente, al Procuratore Generale e al Procuratore

Capo si dirà signor Procuratore e così via fino al primo cittadino, al quale ci si rivolgerà chiamandolo signor Sindaco. Il titolo di Eccellenza spetta solo a un vescovo o al Nunzio Apostolico. 

Gentile Contessa Lara, domenica scorsa ho partecipato per la prima volta a un pranzo di gala e tra gli antipasti c’erano le ostriche. Non avendo idea di quali postate usare tra le tante presenti a tavola, ho detto che sono allergico ai crostacei e ho saltato il giro. In futuro, come mi dovrò regolare? Grazie, Pippo R. 

Gentile Pippo, una premessa è doverosa: solo in caso di intolleranze, allergie o vero e proprio disgusto per un determinato cibo lo si può rifiutare. Diversamente, anche se sono gli odiosissimi broccoli, ci si farà forza e almeno due bocconi bisognerà mandarli giù. Detto questo, per mangiare le ostriche lei dovrà utilizzare un’apposita forchettina a tre punte che si colloca alla destra del commensale e non a sinistra come le forchette grandi. Dovrà prendere l’ostrica con la mano sinistra, mentre con la destra la staccherà dal guscio.

Contessa Lara

Contessa Lara è il nom de plume di una gentildonna messinese che non ama mettersi in mostra. Fedele agli insegnamenti della sua gioventù (le signore compaiono sui giornali solo tre volte: quando nascono, quando si sposano e quando muoiono) ha deciso di collaborare con noi, ma con discrezione. Ovviamente abbiamo accettato con gioia, sicuri che la sua competenza sarà un prezioso aiuto per chi già conosce le buone maniere e per chi invece ha ancora molta strada da percorrere sulle impervie vie del saper vivere.