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E’ l’uomo per me

Io non so da voi, ma qui in Sicilia, la maleducazione della primavera è arcinota. Arriva senza manco avvisare che ti addormenti col piumone e ti svegli che devi spalmare la protezione spf 40 anche ai gerani. In una molle domenica, prendo a lamentarmi more solito, con l’amica più paziente.

Dico che non ho sbocchi relazionali, non ho mezze situazioni da concupire, non ho obiettivi ludico-sessuali a breve termine. Dice che sono troppo complicata, che non sono attuale e sono rimasta attaccata a miti del passato. Per dimostrarmelo, mi traccia l’identikit del mio uomo ideale. Non so se incazzarmi o entrare in analisi, ma tant’è.

Hai cenato in compagnia di Massimo D’Alema? Hai augurato buon compleanno ad Achille Occhetto? Frequenti Camera e Senato? Sei un opinion leader da 1000 mi piace e altrettanti retweet su parlamentari e debito pubblico? E soprattutto, quanti followers hai?
Premesso che i trascorsi comunisti siano relegati nel baule insieme alla kefia e al poster del Che, oggi indossi abiti casual smacchiati dagli anni nei collettivi e dalle manifestazioni proletarie?


Ricordi a memoria le canzoni di Guccini e De Andrè e sei pronto a cantarle microfono (o scopa) in mano nei nostalgici pomeriggi domenicali? 
Hai impegni che ti tengano lontano da casa 26 ore su 24 e tutti rigorosamente insigni da far sì che Lei possa parlarne con alterigia alle consorelle? 
Ignori almeno quanto Lei che Rivera abbia appeso da qualche tempo le scarpe al chiodo e Paolo Rossi non parteciperà ai prossimi mondiali di calcio? 


Sai sciorinare titoli e registi per poi scegliere sempre lo stesso film da guardare e commentarlo per ore manco fossi Guidobaldo Maria Riccardelli?
Possiedi una pancetta che fa tanto intellettuale e te la porti a spasso con la fierezza di Bersani?
Conosci almeno quindici lingue e ti manca giusto il viaggio sulla luna ché il resto l’hai visitato per lavoro con l’iPad sottobraccio e la tua reflex modello senior?


Ti squilla il telefono almeno una volta al minuto e dici “ciao” per poi precisarLe si trattasse di Napolitano?
Soprattutto, usi correttamente la lingua italiana e scrivi correttamente “qual è” e “un po’” anche se devi perderci più tempo? Ché Lei le tue mail le copia incolla e fotocopia per distribuirle alla prima cena sociale e mica può fare brutta figura per un accento acuto al posto di un grave!


Sintetizzi in 140 caratteri tutto quanto il tuo avvilimento per la fame nel mondo e il PIL dei paesi industrializzati globalizzati predoni?
E se poi ti occupi di “comunicazione”, che è la più bella parola del mondo, e Le comunichi giornalmente e sinteticamente il tuo amore senza rubarLe tempo “di persona”, se tra i segni particolari possiedi una bella cicatrice in più o persino un arto in meno, se ogni tanto e senza troppi preliminari La fai felice alla maniera di un Bolgani imparentato alla lontana con i missini, allora sei quello giusto. Della Piraino.