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E’ dissesto: la proposta di delibera di Croce è pronta

Luigi Croce, commissario straordinario del Comune di Messina

La proposta di delibera è già pronta e la settimana prossima sarà inviata al Consiglio comunale per la votazione. Come abbiamo anticipato due giorni fa (vedi articolo correlato) scrivendo del secondo no del Collegio di Difesa rispetto all’ipotesi che il Comune possa pretendere dall’Amam 17 milioni di euro l’anno, ormai siamo al dissesto.

Il commissario strardinario del Comune di Messina Luigi Croce ha già predisposto e firmato la proposta di delibera e adesso toccherà all’Aula decidere.

A contribuire a questa decisione molto probabilmente anche la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’ordinanza n° 6 del Consiglio di Stato che obbliga entro un mese il Comune di Messina a pagare una sanzione 7.052.209 euro per avere sforato il Patto di Stabilità nel 2011.

I lunghi mesi di lacrime e sangue imposti dal commissario Croce non sono serviti a nulla, a partire dall’aumento al tetto massimo dell’IMU votata a denti stretti dal Consiglio comunale su richiesta proprio di Croce, che dopo un avvio non molto diplomatico si presentò in Aula per chiedere con voce accorata una dimostrazione di responsabilità.

L’aumento è passato ma, come qualcuno allora disse, non è servito poi a molto. Alla fine i rumors di Palazzo Zanca cui accennavamo un paio di giorni fa si sono rivelati esatti. E così Croce è stato costretto a fare quello che fino all’ultimo ha cercato di evitare: essere lui a dichiarare il default del Comune di Messina, invece di passare la patata bollente al futuro sindaco.

La dichiarazione di dissesto arriva quando l’ente non è più in grado di garantire i servizi essenziali. E quello che è successo negli ultimi mesi, durante i quali si è persino arrivati a sospendere i servizi sociali lasciando nella disperazione e abbandonate a se stesse migliaia di famiglie di anziani e disabili, non lascia molte speranze.

A non essere molto convinto di questo percorso è il presidente del Consiglio Pippo Previti, che sostiene che il dissesto si può ancora evitare. “Intanto non abbiamo ancora il secondo parere del Collegio di Difesa rispetto alle somme dovute dall’Amam a Palazzo Zanca -dichiara- e anche se dovessero venire meno i 50 milioni del Fondo di Rotazione previsti dalla Legge Salva Comuni, la procedura può comune essere riavviata”.

Insomma, per Previti qualche speranza c’è ancora, ma le facce lunghe dei consiglieri fanno presagire ben altri umori. Perché se ci sarà davvero la dichiarazione di dissesto, una volta accertate le responsabilità personali di chi ha portato la città a questo livello, ci saranno esponenti politici che non si potranno candidare per cinque anni. In pratica, chi ha proposto determinate manovre finanziarie (la Giunta) e chi le ha votate in Consiglio comunale nel corso degli ultimi anni.