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Doppio incarico per Le Donne, firmata la delibera

Il Segretario generale del Comune di Messina Antonio Le Donne

La Giunta Accorinti rispolvera la figura del City manager e la affida la neo Segretario generale Antonio Le Donne, che proprio oggi prenderà servizio a Palazzo Zanca.

La delibera sarà poi trasmessa alla Commissione per la Stabilità Finanziaria degli Enti Locali, ai sindacati e al Collegio dei Revisori dei Conti.

La figura del City manager o, meglio, del Direttore generale, è prevista nel regolamento e nello Statuto del Comune. Istituita nel 1996 dalla Legge Bassanini, a Messina ha fatto la sua apparizione nelle Giunte Buzzanca atto I e atto II e Genovese con Gianfranco Scoglio ed Emilio Fragale, subendo alterne vicende a secondo dell’opportunità e degli interessi politici del momento.

La decisione di Accorinti di riproporre la figura ha inevitabilmente suscitato un vespaio di polemiche, delle quali però non c’è traccia in passato anche da parte di chi oggi si oppone con fermezza a questa scelta.

In realtà, il direttore generale è previsto per i Comuni con più di 100 mila abitanti, proprio per la complessità della gestione di un ente locale di queste proporzioni. Non a caso, tutte le città metropolitane come Bari, Genova , Milano, Torino, Bologna, Firenze, Napoli, Venezia, Roma, Reggio Calabria hanno un Direttore generale, che si affianca al Segretario Generale

Del resto, Accorinti lo aveva detto da subito che il suo Segretario generale avrebbe avuto anche l’incarico di Direttore generale, ma con costi molto ridotti rispetto al passato.

Quando allo stipendio del Segretario generale (che in un Comune delle dimensioni di quello di Messina parte da una base di 130 mila euro cui si aggiungono i diritti di segreteria e, come nel

caso del predecessore di Le Donne, Santi Alligo, anche un bel po’ di incarichi in diverse commissioni, che contribuiscono ad innalzare notevolmente il livello della retribuzione annua lorda) si aggiungeva quello del Direttore generale: intorno ai 150 mila euro l’anno per Gianfranco Scoglio, sui 130 mila euro per Emilio Fragale.

A Le Donne invece, arrivato in un Comune in stato di pre-dissesto, sarà riconosciuta un’indennità inferiore di oltre il 40% rispetto a chi lo ha preceduto. Da dove nasce la necessità del doppio ruolo?

Probabilmente, ma Accorinti non lo ha mai ammesso né ne ha mai parlato pubblicamente, da un vuoto legislativo che fa sì che il Segretario generale sia in realtà solo un primus inter pares, una figura fortemente giuridica e garante della legalità all’interno dell’Ente.

Ben diverso il ruolo del Direttore generale, vero e proprio manager d’azienda, al quale, come prevede l’articolo 108 del Testo Unico degli Enti Locali del 2000, i dirigenti devono invece rendere conto del proprio operato.

Ad Antonio Le Donne quindi, il difficile compito non solo di far funzionare e là dove necessario riorganizzare il Comune di Messina, struttura che notoriamente fa acqua da molte parti, ma anche di richiamare all’ordine una dirigenza che troppo spesso si è dimostrata indisciplinata ed eccessivamente autonoma rispetto all’amministrazione in carica. Come ha dimostrato la recentissima vicenda della STU Tirone e del dirigente Mario Pizzino, che in totale autonomia ha deciso di approvare cinque dei progetti che vorrebbero trasformare uno dei luoghi storici della città in una colata di cemento. Ma questa è un’altra storia.

Intanto stamane alle 11, nella sala Falcone Borsellino di Palazzo Zanca, il sindaco Renato Accorinti, il vicesindaco Guido Signorino e l’assessore al Personale Nino Mantineo daranno il benvenuto al neo Segretario generale nel corso di una conferenza stampa. Domani, sempre alle 11, il Segretario generale Le Donne incontrerà i dirigenti comunali.