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Dopo 80 anni passa al Senato la riforma forense

Il Senato approva i 67 articoli di quella che può essere definita la riforma più attesa dopo 80 anni di professione legale. Le modifiche però non sono tutte positive. In breve, vediamo che cosa cambia.

Come sempre in questi casi, i più penalizzati dalla riforma saranno i giovani. Il praticantato passa da 24 a 18 mesi ed i primi sei mesi di tirocinio saranno ufficialmente a titolo gratuito, mentre solo successivamente il dominus, l’avvocato presso il quale si fa pratica, “avrà la facoltà di corrispondere un compenso. Si accettano scommesse su quanti studi legali pagheranno i propri praticanti. Di contro, i giovani laureati avranno la possibilità di svolgere anche un impiego subordinato o due tirocini contemporaneamente.

Passati i 18 mesi, gli aspiranti avvocati arriveranno al tanto atteso esame di Stato, che prevede una valutazione degli elaborati molto più severa, con obbligo per la Commissione di motivare gli elaborati con annotazione degli eventuali errori in cui i candidati siano incorsi.

In questo esame, di per sé aleatorio, è stato introdotto il divieto di introdurre in sede di esame gli storici codici commentati, mentre sono consentiti esclusivamente i codici cosiddetti “lisci”, senza alcuna nota o ausilio della giurisprudenza, con l’aggravante che chi dovesse trasgredire tale regola e fosse trovato

con materiale non autorizzato, incorrerà in un reato penale così come introdotto dalla riforma.

In pratica, l’abilitazione che non darà alcun posto fisso, men che meno uno stipendio mensile, ed è messa sullo stesso piano dei concorsi in magistratura e per il notariato.

Novità ulteriore è che l’iscrizione all’Albo comporterà la contestuale iscrizione alla Cassa nazionale di previdenza, perché non è ammessa un’altra forma di previdenza.

Ufficializzate anche le specializzazioni, previa formazione specifica e documentata o per comprovata esperienza professionale di almeno 8 anni nel settore richiesto di specializzazione ed è introdotto l’obbligo di stipula di polizza assicurativa per la responsabilità civile.

Anche in merito ai compensi la riforma prevede grosse novità. L’onorario degli avvocati sarà pattuito per iscritto all’atto del conferimento dell’incarico professionale, è stato inserito il divieto di patto di quota lite ed il professionista ha l’obbligo di comunicare in forma scritta al cliente la complessità dell’incarico e la prevedibile misura del costo della prestazione, distinguendo fra oneri, spese (anche forfetarie) e compenso professionale.

Ed infine è stata introdotta una verifica triennale della quale è responsabile l’Ordine forense, con la possibilità di cancellazione dall’Albo dell’avvocato che non dimostri l’esercizio della professione in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente.

Sicuramente una riforma troppo rigida, che non soddisfa perfettamente tutta l’avvocatura, soprattutto quella giovanile, con alcuni punti che certamente saranno oggetto di eventuali ricorsi alla Corte Costituzionale così come già espresso in assemblea da alcuni senatori.

Antonio Tesoro

Avvocato civilista, esperto di diritto delle nuove tecnologie del web, appassionato ed ex praticante di arti marziali, adora la musica e ogni tanto abbraccia una delle sue numerose chitarre. Su Sicilians cura la rubrica Leggi&cavilli, ma non gli dispiacciono le incursioni in altri settori. Raffinato gourmet, disdegna Masterchef Italia e sogna l'edizione statunitense.