Documento del centrosinistra a Renzi per tutelare l’Authority

Messina Porto IMG 0719Nessun campanilismo, solo oggettive potenzialità territoriali. E’ la sintesi del documento inviato dai capigruppo consiliari del centrosinistra Paolo David (PD), Francesco Pagano (Progressisti Democratici) e Giuseppe Santalco (Felice per Messina) al presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, al ministro dei Trasporti Maurizio Lupi, al sottosegretario alla Presidenza del CdM Graziano Delrio, alla parlamentare PD Debora Serracchiani e al sindaco di Messina Renato Accorinti per chiedere un’audizione urgente in merito all’ipotesi di accorpamento della Autorità Portuali italiane che prevede, tra l’altro, anche l’accorpamento della struttura di Messina a quelle di Catania e Augusta.

Nella lunga nota, i tre esponenti politici sottolineano come “in un nuovo contesto di politica  di razionalizzazione  della spesa il concetto di mera tutela campanilistica deve cedere il passo alle effettive potenzialità delle realtà territoriali.

Sulla base di tale presupposto, occorre sottolineare che il sistema portuale Messina-Milazzo si caratterizza per la presenza del porto di Messina quale principale snodo per l’intera area dello Stretto,ma anche per la valenza del porto di Milazzo  per le Isole Eolie e per il basso Tirreno .

Il fabbisogno soddisfatto dai due Porti è di quasi 9 milioni di passeggeri l’anno e il sistema portuale  è al primo posto in Italia e all’ottavo in Europa”.

E visto che la nuova proposta punta a privilegiare l’istituzione di sistemi logistici con più porti, i tre esponenti politici ricordano come quelli di Milazzo e Messina garantiscano la “presenza di raccordi ferroviari nel porto, un’offerta di multimodalità di trasporto treno-gomma-nave che è un punto di forza unico nel sistema portuale del Paese, la linea Messina- con la presenza di più navi giornaliere garantisce efficienza e velocità di trasporto gommato e passeggeri di medio cabotaggio. Inoltre il porto di Milazzo è il di riferimento

della principale raffineria della Sicilia e della centrale termoelettrica della Edimpower, oltre che dell’area ex ASI e del polo industriale dell’acciaio”.

Con 228 presenze di navi da crociera e oltre 500 mila passeggeri il porto di Messina, insieme a quello di Milazzo, è risultato il primo in Sicilia e ha superato anche quello di Napoli. Inoltre, rispetto agli accosti di navi ro-ro, lo-lo, da crociera, pax, raccordo ferroviario, lunghezza delle banchine commerciali, merci movimentate nel 2012 e personale qualificato in pianta organica le due realtà portuali del capoluogo peloritano e del centro mamertino hanno numeri maggiori di quello di Augusta e Catania.

Perquanto riguarda poi gli incassi derivanti da entrate demaniali, Messina è leggermente al di sotto di Augusta, mentre triplica i numeri di Catania. E in tema di sviluppo futuro, solo l’Authority messinese ha predisposto il Piano Regolatore Portuale, che è in corso di approvazione.

“La preoccupazione – scrivono David, Pagano e Santalco- è che con la riforma Lupi si corre il rischio di far scomparire l’A.P. di Messina anche nella nuova versione, che prevede 14 realtà distrettuali, di cui solo una in Sicilia.

In un quadro complessivo chiaro e veritiero è indispensabile che il Governo nazionale tuteli e valorizzi il sistema integrato Milazzo-Messina. La stessa proposta di riforma avanzata dall’on.le Serracchiani va proprio a salvaguardare quei porti che vanno nella direzione della Rete TEN-T e in tal senso l’Autorità Portuale di Messina-Milazzo appare in linea con tale proposta”.

A Renzi, Lupi,Delrio e Serracchiani i tre esponenti del controsinistra chiedono la revisione della proposta di legge del ministro Lupi (che in Sicilia prevede solo una Autorità Portuale escludendo quella di Messina) e la  modifica della costituzione del Distretto Orientale della Sicilia, che contempla il declassamento del sistema portuale Messina-Milazzo  rispetto a quelli di  Augusta e Catania, facendo invece dell’Authority messinese la sede legale e operativa dello stesso.

Nell’ottica poi del concetto di aree integrate, David, Pagano e Santalco chiedono anche un Distretto dell’Area dello Stretto che comprendente anche i porti calabresi.

 

 

 

                                                                                       

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