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Dissesto alle porte, si teme per il futuro del nido di Camaro

L'asilo nido di Camaro

La dichiarazione di dissesto del Comune di Messina è quasi una certezza e già si temono le prime ripercussioni. A farsi portavoce delle preoccupazioni dei lavoratori dell’asilo nido comunale di Camaro, il presidente Libero Gioveni.

“Dopo la bocciatura da parte del Consiglio Comunale del contratto di servizio con l’Amam (preludio per l’avvio delle procedure di dissesto visto che ciò comporterà anche la bocciatura del Piano di Riequilibrio pluriennale varato dal commissario Croce) -spiega Gioveni- già da ieri, sentite anche alcune organizzazioni sindacali, c’è grande fermento e tanta incertezza tra il personale della struttura.

Forse già dalla prossima settimana inizieranno dei sit-in a Palazzo Zanca perché l’immediata ed inevitabile conseguenza di tutto ciò, specie in questo periodo di transizione visto che il servizio dal 2 febbraio scorso sta andando avanti con delle speciali proroghe

previste contrattualmente nelle more della stesura del nuovo bando per la gestione dei tre asili nido cittadini, sarà probabilmente la riduzione delle ore di lavoro per le educatrici che, tuttavia, stanno svolgendo e continueranno a svolgere il loro compito con la diligenza che finora le ha contraddistinte”.

Da quando è stato aperto nell’ottobre del 2011, l’asilo nido di Camaro è diventato un punto di riferimento importante per le 21 famiglie dei bambini che lo frequentano. Un’eventuale chiusura comporterebbe enormi problemi non solo rispetto alla perdita di posti di lavoro, ma anche per i nuclei familiari che vi iscrivono i propri figli.

“Alla luce degli ultimi eventi -dichiara Gioveni- invito il commissario straordinario del Comune di Messina Luigi Croce e il dirigente il Dipartimento Servizi sociali Salvatore De Francesco a fare la necessaria chiarezza, oltre che per i restanti servizi sociali per i quali si è già proceduto con le trattative private, anche sul preziosissimo servizio del nido che non può assolutamente rischiare di essere compromesso”.


Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.