Disastro ATM in viale Principe Umberto, Chiarella (FI): “Ascoltate le istanze dei residenti”

MESSINA. In viale Principe Umberto, nel tratto compreso tra piazza XX Settembre e Cristo Re, le fermate degli autobus dell’ATM sono un disastro. A segnalarlo a Palazzo Zanca e all’Azienda Trasporti l’esponente di Forza Italia Peppe Chiarella, che ha raccolto le istanze di numerosi residenti.
“La zona interessata è tra le più densamente abitate dell’intero quartiere ed è già fortemente penalizzata da una cronica carenza di parcheggi che negli ultimi anni ha assunto i caratteri di una vera e propria emergenza urbana. Questa condizione si traduce nella congestione del traffico e aumenta i rischi per la sicurezza stradale”.
A peggiorare le cose, “la presenza di alcune facoltà universitarie e ben tre case di cura (San Camillo, Carmona e Cristo Re) che determinano un costante afflusso di studenti, personale sanitario, pazienti, visitatori e mezzi di servizio. L’attuale distribuzione delle fermate dei bus -sottolinea Chiarella- unita alla riduzione degli stalli di sosta, rende estremamente difficoltoso l’accesso alle strutture sanitarie, con evidenti disagi anche per persone fragili, anziani e soggetti con ridotta mobilità.
Pur riconoscendo il valore fondamentale del trasporto pubblico, si ritiene che l’attuale configurazione delle fermate lungo il viale non risponda più a criteri di equilibrio tra mobilità pubblica, sosta, sicurezza e vivibilità urbana. In alcuni tratti la distanza ridotta tra le fermate e la loro collocazione determina un impatto sproporzionato rispetto ai benefici offerti”.
Stando così le cose, Chiarella chiede con fermezza “la razionalizzazione del numero delle fermate, una diversa localizzazione che consenta il recupero di spazi di sosta e soluzioni condivise con l’amministrazione comunale, la Circoscrizione e i residenti. I cittadini confidano in un concreto e tempestivo intervento, ritenendo non più rinviabile un’azione correttiva che tenga conto delle reali condizioni del territorio e delle esigenze di chi lo vive quotidianamente”.

