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Disastri annunciati, la bomba ecologica del torrente Guardia

Il torrente Guardia

I cumuli di rifiuti che crescevano regolarmente attorno ai cassonetti all’angolo fra la Panoramica dello Stretto e la strada per contrada Marotta e Curcuraci per fortuna ormai sono solo un ricordo, ma lo stato del torrente Guardia, a nord di Messina, tra i villaggi Pace e Sant’Agata, desta ancora non poche preoccupazioni fra gli abitanti della zona.

Dopo le piogge di fine agosto diverse segnalazioni di residenti della zona sono giunte alle redazioni dei giornali e alla Polizia municipale, facendo presente diverse situazioni di incuria e di  degrado ambientale.

L’alveo del torrente Guardia nella stagione estiva è completamente asciutto, ma confina con diverse cave di sabbia in attività e, nella parte bassa e media del suo corso,  si presenta quasi tutto cementificato.

Un quadro questo, che giustifica l’ansia che all’arrivo di ogni autunno prende chi percorre tutti i giorni la strada che sale a Marotta o che comunque vive da quelle parti.

“Dopo le prime piogge -dice la gente che fa la spesa al supermercato della frazione- diverse grate di raccolta dell’acqua piovana le abbiamo  trovate  quasi del tutto ostruite da massi e ghiaia”. La stessa situazione si presenta in più punti del letto del torrente, ormai ridotto alle dimensioni di un canale di cemento. “Cosa succederà nei prossimi mesi, quando l’acqua quasi certamente si farà abbondante?” si chiedono in tanti.

Nella parte alta della vallata, in prossimità del villaggio, la ghiaia torna completamente padrona dell’ambiente. Una folta macchia di canneti e cespugli rende appena più

piacevole alla vista la situazione, ma viene da chiedersi che strada prenderanno l’acqua piovana  e il fango quando saranno ostacolati  nella loro corsa verso lo Stretto dalle piante e dal materiale inerte che si è accumulato là in mezzo.

Un altro scorcio del torrente Guardia

Non mancano, in più punti, i soliti rifiuti ingombranti. Mobili , lavatrici, frigoriferi abbandonati nel torrente da chissà quanto tempo, mentre a un chilometro dal mare anche in pieno giorno si possono tranquillamente dare alle fiamme mucchi di rifiuti.

La colonna di fumo che producono ha inequivocabilmente l’odore acre della plastica bruciata, con le conseguenze  per la salute che è facile immaginare.

Il nostro sopralluogo si conclude alle porte di contrada Marotta, dove si possono notare i resti di quelli che sembrano lavori di messa in sicurezza inspiegabilmente lasciati a metà.

Trovare qualcuno che ricordi quando quel cantiere è stato aperto e quando è stato chiuso è praticamente impossibile. Certo è, che non devono essere stati lavori ispirati ai criteri più recenti in materia di prevenzione del rischio idrogeologico.

Niente briglie naturali o cassoni. Solo cemento e tondini di ferro lasciati a mezz’aria.

Il servizio rimozione degli ingombranti di Messinambiente, una volta allertato, provvederà a liberare la zona dai materiali di propria competenza e non dovrebbe essere troppo complicato nemmeno predisporre una sommaria pulizia dell’alveo del torrente. Attendiamo invece fiduciosi da chi di competenza notizie sui progetti di messa in sicurezza di cui il territorio di Fiumara Guardia ha indubbiamente bisogno. Intanto di questa situazione agli atti del Consiglio della Sesta Circoscrizione sembra non esserci nulla.