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Disabile prigioniero in una palazzina Iacp, la denuncia di Gioveni e Cacciotto

Un disabile segregato da 4 mesi al settimo piano di una palazzina IACP perché l’ascensore non funziona. La denuncia è dei consiglieri UDC del III Quartiere Libero Gioveni e Alessandro Cacciotto, che accusano l’Istituto Autonomo Case Popolari immobilismo a 360 gradi.

“E ora -dichiarano Gioveni e Cacciotto- hanno anche sulla coscienza un caso di indifferenza sociale, con un disabie in carrozzina segregato in casa al 7° piano perché l’ascensore è guasto da 4 mesi. C’era una volta l’IACP dell’ex commissario Giuseppe Laface con progetti avviati dopo anni di attesa (Parco urbano di Camaro S. Antonio, 46 alloggi di Camaro Sottomontagna e altro), con l’avvio delle procedure tecniche e amministrative per la risoluzione di annose questioni (fra tutte la riapertura della strada interrotta da una frana nel rione Gescal), con la presenza costante sul territorio ed il confronto pubblico con le istituzioni, con un’attenta programmazione, con una manifestata solerzia nella risoluzione delle più disparate problematiche e con pubbliche dichiarazioni di intenti che ne hanno dimostrato attivismo e concretezza.

Adesso invece c’è l’attuale commissario Venerando Lo Conti con numerosi progetti fermi ancora al palo (fra tutti i 112 alloggi ed il parco di quartiere di Bisconte), con l’abbandono ed il degrado nelle aree di cantiere sempre a Bisconte, con l’immobilismo nella dismissione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, con l’inottemperanza della Legge 311 del 2004 che prevede la cessione di centinaia di alloggi al Comune ed il trasferimento di proprietà non ancora avvenuto nonostante la diffida formalizzata dal Dipartimento Patrimonio di Palazzo Zanca (fatto questo che blocca il relativo diritto di riscatto agli inquilini aventi diritto ai sensi di legge), con il deficitario Piano di manutenzione degli alloggi e con la reiterata astensione agli incontri con il Consiglio Circoscrizionale nonostante gli inviti per le tante questioni che bollono in pentola.

Insomma -proseguono Gioveni e Cacciotto- un totale immobilismo su tutti i fronti da parte di un Ente al quale sarebbe adesso certamente auspicabile dare una nuova guida politica a cura del neo presidente Crocetta. A questi fatti, come se tutto ciò non bastasse, si aggiungono anche episodi imbarazzanti che certamente dovrebbero far meditare proprio chi gestisce un ente pubblico.

E’ il caso (certamente paradossale e triste) di un disabile in carrozzina residente al 7° piano della palazzina “C” dei 189 alloggi di Bisconte che, a causa del guasto all’ascensore che si prolunga da ben 4 mesi, si ritrova praticamente segregato in casa per l’impossibilità di deambulare dalle scale.

Precisiamo che della manutenzione dell’ascensore se ne dovrebbe occupare la ditta Schindler che però non interviene senza avere le necessarie garanzie economiche che sembra debbano essere corrisposte in quota parte, nella misura del 50% da IACP e condomini (e, come spesso accade, molti di questi ultimi non sembrano propensi a versare).

Lecito, quindi, chiedersi, posto che le regole devono essere rispettate da tutti (inquilini compresi), può un ente pubblico, di fronte a questo grave caso di emarginazione sociale, non derogare a questa regola anticipando le somme degli inquilini reticenti per poi rivalersi con ogni mezzo su di loro? Dal commissario Lo Conti attendiamo un risposta. Almeno questa”.


Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.