Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Dirigenti del Comune dovranno restituire 18 mila euro

Quasi 18 mila euro. Anzi, per la precisione, 17.792,52 euro lordi. Poca roba, per carità, ma è la somma che alcuni dirigenti del Comune di Messina che hanno presieduto delle commissioni interne di Palazzo Zanca per la progressione di carriera dei dipendenti dovranno restituire alle casse pubbliche.

Ovviamente, al netto delle ritenute fiscali, assistenziali e previdenziali come prevede una sentenza del Consiglio di Stato del 2011.

A chiedere la restituzione delle somme il Dipartimento della Gestione del Personale, guidato da Nino Cama. Che con una nota del 16 maggio scorso ha richiesto ad alcuni dirigenti di rendere le somme indebitamente percepite.

A sollevare la questione il Collegio dei Revisori dei Conti che, come si legge nella determina 183 del 30 maggio scorso firmata da Cama, con la nota 99 del 24 ottobre 2011 hanno chiesto di “conoscere se sono stati corrisposti compensi aggiuntivi ai Dirigenti in violazione del principio di onnicomprensività del trattamento economico sancito dall’articolo 24 del DL 165 del 2001”.

La risposta arriva dal Segretario Generale Santi Alligo, che due mesi dopo “invita il Dirigente del Dipartimento Gestione Economica del Personale ad attuare le procedure di rettifica di eventuali determinazioni di liquidazione dei compensi illegittimamente corrisposti”.

Passa oltre un anno e mezzo con note e determine varie e alla fine si arriva a maggio di quest’anno con l’ufficializzazione della richiesta di restituzione delle somme indebitamente percepite e l’autorizzazione all’Area Economico Finanziaria di recuperare le somme “al netto delle trattenute fiscali, assistenziali e previdenziali come da schede allegate, mediante una trattenuta in busta paga nel limite di un quinto dello stipendio mensile”.

A specificare quanto ciascuno di questi dirigenti debba restituire al Comune, arriva un’altra determina di Cama, la 190 del 5 giugno scorso. In dettaglio, Giovanni Bruno e Giovanni di Leo dovranno restituire 808,92 euro, Domenico Manna e Carmelo Famà 1.617,84 euro e Antonino Amato, il Segretario Generale Santi Alligo, il Ragioniere Generale Ferdinando Coglitore e Natale Castronovo 3.235,68 euro. Tra i debitori anche Filippo Ribaudo e Carmelo Altomonte, ma sono in pensione e per loro si procederà diversamente.