Dimissioni Basile, l’affronto all’intelligenza dei messinesi

MESSINA. Quo usque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? Fino a quando, diciamo noi citando Cicerone, Cateno De Luca abuserà della pazienza dei messinesi?

DELuca sicilians 1Perché va bene tutto: abbandonare la città nel 2022 inseguendo improbabili sogni di gloria alla conquista di Palazzo d’Orleans, far eleggere un illustre sconosciuto come Federico Basile salvo poi obbligarlo a dimettersi prima della scadenza del mandato per avere le mani libere alle elezioni regionali nel 2027, imporre cambi di assessori all’interno della Giunta come se fosse ancora lui a guidarla e la presenza del geologo Salvo Puccio come direttore generale quando in realtà è una sorta di sindaco ad honorem, convocare conferenze stampa per bacchettare i vertici delle società partecipate e minacciare cambi di poltrona come se alla guida di Messina ci fosse ancora lui e molto altro ancora.

Ma la presa in giro di avere appreso delle dimissioni di Basile come se lui non ne fosse l’artefice no, quello la città non se lo merita.

Sul fatto che De Luca abbia continuato a gestire la città anche durante la sindacatura Basile nessuno ha dubbi e il post di oggi, nel quale il sindaco di Taormina sostiene di “avere appreso” è la prova della costante mancanza di rispetto che dal 2022 in poi l’ex sindaco ha riservato all’intelligenza dei messinesi. Ché buddaci sì, ma fino a un certo punto.

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Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.