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Diffamazione Parmaliana, condannato il PG Cassata

Franco Cassata, Procuratore Generale di Messina

Alla fine la condanna è arrivata. Il Procuratore Generale di Messina Franco Antonio Cassata è stato condannato per avere diffamato con un dossier appositamente creato la memoria del professor Adolfo Parmaliana.

Il Pubblico Ministero aveva chiesto una condanna a tre mesi, ma il Giudice di Pace del Tribunale di Reggio Calabria gli ha invece inflitto una multa di 800 euro ed ha previsto anche un risarcimento danni da valutare in sede civile.

Ad aspettare la sentenza la famiglia di Adolfo Parmaliana, che in tutti questi anni non ha mai smesso di lottare perché si facesse giustizia. “Per ora preferisco non dire nulla -dichiara cortesemente il fratello Biagio, avvocato”. Sulla stessa linea d’onda la moglie del professor

Parmaliana, Cettina, che più volte ha dichiarato al nostro giornale che avrebbe passato il resto della sua vita a difendere la memoria del marito. “Adesso non posso parlare -spiega”. E nella voce c’è tutta la tensione accumulata in un anno di udienze.

Intanto in questi giorni nei corridoi di Palazzo Piacentini i rumors si inseguivano, soprattutto in vista dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario, fissata per sabato prossimo alle 9. C’è chi sostiene che Cassata sia pronto ad andare in pensione e chi invece sostiene che sarà trasferito altrove.

In ogni caso, resta il Consiglio Superiore della Magistratura, che parla di “incompatibilità ambientale” perché il figlio di Cassata, l’avvocato Nello, esercita presso il Tribunale di Barcellona.

Nessuna parola dal CSM sul fatto che Nello Cassata è coinvolto in un processo per truffe assicurative e che il padre, che è Procuratore Generale, coordina i magistrati che lo accuseranno e lo giudicheranno.