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Dieta mezza mela o 3 ciliegie – seconda parte

Il dottor Giuseppe Di Prima

Avere ben chiare le idee sulla funzione dell’insulina forse aiuterà a dimagrire. Abbiamo già visto che ogni qualvolta il livello di glucosio nel nostro sangue si alza, l’insulina provvede a intervenire e a distribuire quel glucosio circolante ai tessuti e agli organi che ne abbiano bisogno, oppure al tessuto adiposo.  Al contrario, quando nel sangue si verifica un calo del glucosio, è inviato al cervello un segnale di fame così da essere stimolati a cercare del cibo.

Il trucco consiste nell’evitare di innalzare la glicemia in modo esagerato livellando l’introduzione degli zuccheri. Le ricerche scientifiche più recenti hanno inoltre evidenziato  le interferenze di leptina e insulina sull’ipofisi e sugli ormoni da lei gestiti: molte alterazioni della funzione tiroidea, del ciclo mestruale, del surrene (ritenzione idrica), ecc. sono regolate da questi due ormoni. Abbandoniamo le elucubrazioni scientifiche su insulina, leptina, glucagone, adrenalina, cortisolo,  perché lontani dalla vita di ognuno di noi e rendiamo più comprensibile e pratica la chiacchierata iniziando con  il primo consiglio: la semplice effettuazione della prima colazione (che l’80% della popolazione italiana salta o limita al massimo) modifica con forza la regolazione dell’insulina.

Poi qualche semplice correzione pratica alle scelte da fare per mangiare durante il giorno, anche se ci si trova in giro per i bar, cambia decisamente la regolazione degli zuccheri e può modificare lo stato di benessere generale.

Abbinare

in modo bilanciato proteine e carboidrati, utilizzando alimenti integrali ricchi di fibra, diventa nel quotidiano uno strumento semplice, pratico e affidabile per migliorare il nostro stato e attuabile da tutti.

Modificare alcuni aspetti dell’alimentazione diventa quindi un potente ed efficace strumento per intervenire sul grasso, ma anche per regolare la funzione di tutto l’organismo. Purtroppo sono diete che non fanno guadagnare le aziende ma solo voi: quindi sono da nascondere. Quando accettiamo delle diete dimagranti secondo modalità che ricordano il digiuno e la carestia, facciamo guadagnare gli altri, mentre il nostro organismo mette in moto meccanismi difensivi.

Chi basa la dieta su calcoli calorici, ipotizza con ingenua semplicità che il corpo sia l’equivalente di una macchina metallica dotata di risposte meccaniche predefinite. Basta ridurre il getto del rubinetto e il gioco è fatto. Con il risultato non solo di non dimagrire (per farlo con quel sistema occorre quasi azzerare il getto del rubinetto, tipo i famosi  lager, a costo di immani sacrifici psicofisici), ma anche di rallentare pericolosamente il ritmo metabolico complessivo del proprio organismo.

Ammettiamo pure che ci sia stato il dimagramento desiderato, subito dopo il corpo riacquisterà, grammo dopo grammo, ogni molecola di peso faticosamente perduta, con gravi rischi per la salute dovuto al continuo oscillare del peso, oggi collegato con il rischio cardiovascolare ancora più della semplice obesità. Ci si ritrova insomma in pessime condizioni generali di salute, privi di massa muscolare e con molta massa grassa in più.

Per contattare il dottor Di Prima, farmacista e naturopata, scrivete a: anticospeziale@virgilio.it