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Diaz

Diaz – non pulite questo sangue 

Paese: Italia/Francia/Romania

Genere: Drammatico

Durata: 127 minuti

Regia: Daniele Vicari 

Vicari mette da parte (ma neanche poi tanto) il genere documentaristico per regalarci due ore di drammatica memoria già quasi del tutto dimenticata.

Inutile sprecare parole sulla trama, che ci narra i nefasti eventi di quel 21 luglio 2001 nella ahimè celeberrima scuola Diaz. La più madornale, tra le tante “sviste” che sono avvenute nel nostro Paese, (perlomeno negli ultimi dieci anni) ci viene riportata con un occhio severo, che esige giustizia su fatti mai del tutto chiariti.

E sembra che nessuno si sia risparmiato pur di rendere al meglio questa storia, tramite un intreccio di tanti piccoli e differenti punti di vista, che si fondono armonicamente in un tutto che ci avvolge, ci trasporta dentro la storia, ci rende partecipi dell’orrore; perché è di questo, alla fine, che si tratta, di una baraonda sanguinosa di cui non si riesce a trovare il principio. “Diaz” in questo senso ti fa vedere proprio quanto sia disarmante constatare come a volte la

realtà superi la fantasia.

Vicari costruisce talmente bene la sua opera che non si fa caso all’orologio, i poderosi 127 minuti di pellicola scorrono come l’acqua per lasciarti, alla fine, con quella domanda che è la stessa che ci si ritrova sulle labbra quando si parla dei famosi misteri italiani: perché?

È interessante notare, come negli ultimi anni il cinema italiano (per carità, un certo cinema italiano) sembri voler infondere le sue maggiori energie su queste realtà che non hanno mai trovato una vera risposta. E la cosa ancor più interessante, e aggiungerei consolante, è che il pubblico risponde a questi stimoli: non si potrebbe spiegare altrimenti (a parte l’indubbia qualità delle opere) il successo di titoli come Romanzo criminale, Gomorra, Vallanzasca o il più recente Romanzo di una strage. Una pecca la si può comunque ravvisare, in “Diaz”: è innegabile che la ricostruzione fatta presti più orecchio a certe ricostruzioni piuttosto che ad altre. Ma in attesa che giunga un’altra pellicola in risposta, per bilanciare l’equazione sui fatti di Genova, “Diaz” rappresenta un ottimo promemoria per quella stragrande maggioranza di italiani dalla memoria corta. Consigliato per le scuole.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.