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Diario di una schiappa

Paese: U.S.A.

Genere: Commedia

Durata: 94 minuti

Regia: Thor Freudenthal 

Tratto popolare serie di libri scritti da Jeff Kinney, la trasposizione cinematografica di “Diario di una schiappa” si rivela come la classica montagna che partorisce un topolino.

Greg è un bambino alle prese con grossi problemi di popolarità nella sua scuola. Anzi, è continuamente vittima di scherzi imbarazzanti, che sempre più imprimono sulle sue giovani carni il marchio di sfigato. Nel tentativo di salire la scala della popolarità organizza una serie di eventi con altri studenti della sua scuola che definisce assolutamente imperdibili ma che puntualmente saltano all’ultimo minuto. Ognuna di questi tentativi è accuratamente registrato nel suo diario, che raccoglierà tutti i suoi tentativi per innalzarsi dal rango di sfigato.

“Figo o sfigato” questo è il quesito. Ci perdonerà il Grande Bardo se si parafrasa il suo più celebre verso, ma ben si adatta a descrivere la situazione che si vede nel film e che è particolarmente vera nella realtà del sistema

scolastico statunitense. Il tentativo disperato di questo bambino dipinge alla perfezione questo stato di cose, ma sfortunatamente il film non fa molto di più. Dopotutto, il soggetto è stato usato e strausato in centinaia di film dalle più svariate fortune, l’unica differenza sta nella scelta tecnica della voce narrante, adoperata per ricordare le origini letterarie del film. Nonostante si debba tenere conto che si tratta di un’opera rivolta ad un pubblico giovane, non si può fare a meno di notare una certa monotonia a lungo andare, a cui bisogna sommare una certa fatica nell’identificarsi in un protagonista più antipatico che simpatico. Risultato, un film leggero con qualche verità di fondo, che fa sorridere ma non ridere e i cui attori portano a casa la pagnotta ma non riescono a colmare le lacune della pellicola. Esempio emblematico è il giovane protagonista Zachary Gordon, a cui forse si è chiesto troppo per la sua giovane età, anche se non si può escludere un errore di caratterizzazione in fase di pre-produzione. Consigliato ai genitori con figli in età scolare.

Paolo Failla

Sano di mente nonostante un'infanzia con classici Disney e cartoni animati giapponesi, il battesimo del fuoco arriva con i film di Bud Spencer e Terence Hill, le cui opere sono tutt'ora alla base della sua visione sull'ordine del cosmo. Durante l'adolescenza conosce le opere di Coppola, i due Scott, Scorsese, Cameron, Zemeckis, De Palma, Fellini, Monicelli, Avati, Steno e altri ancora. Su tutti Lucas e Spielberg . Si vocifera che sia in grado di parlare di qualsiasi argomento esprimendosi solo con citazioni varie. Ha conosciuto le vie della Forza con una maratona di Star Wars di oltre 13 ore.