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Denunce Teatro Pinelli, vietato l’accesso agli atti. E la Carovana Antimafia fa sosta davanti alla struttura di viale della Libertà

I manifestanti puliscono i muri esterni del Teatro Pinelli

Vietato l’accesso agli atti delle sanzioni inflitte a molti partecipanti alla manifestazione di protesta per la chiusura del Teatro Pinelli.

A raccontarlo è Carmen Cordaro, membro dell’ARCI regionale ma anche avvocato di molti dei ragazzi che hanno occupato il Pinelli.

“La legalità a Messina sembra materializzarsi sempre in cancelli sbarrati, lucchetti, negazione di dialogo e di partecipazione -ha dichiarato ieri durante la tappa della Carovana Antimafia, che a Messina ha scelto di fermarsi proprio al Teatro Pinelli.

Ho fatto richiesta formale di poter visionare gli atti relativi alle sanzioni amministrative comminate a molti dei partecipanti alla manifestazione di protesta contro lo sgombero del teatro -prosegue la Cordaro. Ho ricevuto dal prefetto Trotta un diniego motivato dalla sussistenza di gravi pericoli per l’ordine e la sicurezza. Significa che indagano su un ‘ipotesi di associazione per delinquere -la concluso Carmen Cordaro. La risposta delle istituzioni alla legittima richiesta di spazi per la cultura  e la socialità può essere di questo tipo?”.

Ma se per le forze dell’ordine ormai sembra essere solo un problema di ordine pubblico, l’Arci Sicilia non la pensa così. “Il Teatro Pinelli per oltre due mesi è stato fucina di idee di partecipazione ed esperimento di democrazia partecipata -dichiarano i portavoce- proponendo un palinsesto culturale fitto di spettacoli ed incontri, che ha visto insieme migliaia di persone: operatori dello spettacolo, protagonisti delle vertenze di lavoro cittadine, studenti, e la parte migliore della città”.

Ecco perché, su proposta del Circolo cittadino Thomas Sankara,  Arci Sicilia ha deciso di dedicare la tappa messinese della Carovana Internazionale Antimafia 2013 al collettivo che ha restituito alla città il vecchio Teatro in Fiera.

La Carovana Internazionale Antimafia è una manifestazione itinerante, nata nel 1994 da un’idea dell’Arci Sicilia, è organizzata oltre che dall’Arci stessa anche da Avviso pubblico, Libera e dai sindacati Cgil, Cisl, Uil.

I  carovanieri  sono arrivati in  città ieri pomeriggio, dopo un iniziativa a Giardini Naxos,  e sono stati accolti  da numerosi cittadini alla Passeggiata a Mare dove, con diversi interventi e performance artistiche, si è lanciato il messaggio che la mafia si sconfigge attraverso la partecipazione delle cittadine e dei cittadini alla gestione del territorio.

“Siamo partiti l’1 aprile da Tunisi, che quest’anno ha ospitato il Forum Sociale Mondiale -hanno spiegato- e in Sicilia abbiamo fatto tappa anche a Niscemi per sostenere la lotta dei cittadini contro il sistema di comunicazione della marina degli Stati Uniti, il MUOS, che occupa una stupenda riserva naturale”.

“La lotta alla mafia è una pratica collettiva di riconquista degli spazi -ha aggiunto Patrizia Maiorana del Circolo Sankara. Spazi urbani, spazi di democrazia, spazi di parola non solo di beni confiscati alla mafia, ma di beni che devono essere resi indisponibili alla speculazione e alle logiche privatistiche”.

Beni come il vecchio Teatro in Fiera, che ieri pomeriggio è stato ripulito all’esterno dai partecipanti alla Carovana con pennelli e vernice bianca. Sono state coperte tutte le scritte ingiuriose lasciando sulla parete che dà su viale della Libertà, ora di nuovo bianca, lasciando solo l’insegna Teatro Pinelli.

“Con  questo nome -ha raccontato Massimo Camarata, del collettivo del teatro- per due mesi questo spazio è tornato a vivere. In quel periodo distinti signori di 50 o 60 anni venivano a vedere il cratere che quasi vent’anni di incuria hanno prodotto lì dentro e si commuovevano pensando ai tanti ricordi legati alla Fiera. Secondo la Questura per il solo esserci erano complici di un’atto illegale. Ma allora la legalità in che consiste? Nel tenerlo di nuovo chiuso  e inutile come adesso?”.