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Degrado e sprechi al Cimitero, Gioveni chiama in causa il Consiglio

“L’inevitabile chiusura dell’Avello 5000 disposta dall’ASP 5 per le gravissime condizioni igienico-sanitarie presenti all’interno, rappresenta l’ennesimo esempio di “mala-politica” perpetrata negli anni nella gestione del Gran Camposanto”.

Così Libero Gioveni, consigliere comunale UDC, che torna sull’emergenza Cimitero Monumentale. Un’emergenza che va avanti da decenni, senza che si sia mai posto rimedio per restituire decoro ad un luogo così importante per Messina.

“In passato ho più volte denunciato le inadempienze nella gestione del Cimitero Monumentale -denuncia l’esponente centrista- mettendo in luce fatti inqualificabili (fra tutti il vergognoso sovraffollamento, purtroppo ancora attuale, del deposito) e giudico sempre più prioritario affrontare l’emergenza Gran Camposanto in seno al Consiglio Comunale attraverso un ordine del giorno che permetta di varare un preciso e incisivo atto di indirizzo all’Amministrazione”.

Intervento prioritario per Gioveni è “la restituzione del decoro e di adeguati livelli di igienicità all’Avello 5000, ripristinando una normale situazione ambientale che possa consentire ai parenti di tornare a trovare i propri cari defunti. Bisogna intraprendere il percorso politico che ho indicato nella scorsa legislatura, quando proposi alla Giunta Buzzanca di aderire all’A.S.C.E., l’associazione dei cimiteri monumentali d’Europa per attingere anche dalle preziose risorse della comunità europea”.

Ma Gioveni punta il dito anche contro la spesa di 803 mila euro destinati al sistema informatico

dei 17 cimiteri di Messina, quando il sito versa in condizioni di degrado intollerabili. “Non può che risultare inaccettabile -puntualizza- da un lato sprecare ben 803.500 euro per potenziare il sistema informatizzato all’interno del Dipartimento Cimiteri attraverso un recente bando che tra l’altro lascia dei dubbi sulla sua legittimità (palesati in una recente interrogazione a cui non è stata data ancora risposta) e dall’altro assistere, per esempio, alla vergognosa ma inevitabile chiusura di un edificio che con le sue pietose condizioni interne ha oltraggiato la memoria dei defunti e calpestato il diritto dei loro cari di poterli visitare, oppure assistere impotenti negli anni all’ammassamento di bare dentro il deposito, che in passato ha anche fatto balzare negativamente il secondo cimitero d’Italia agli onori della cronaca nazionale”.

L’esponente UDC ricorda poi come negli anni il Gran Camposanto abbia attirato l’attenzione “per la presenza del malaffare oppure anche per i reiterati atti vandalici, furti di portafiori e riti satanici. Non si può non pensare ad una decisa inversione di rotta nella sua gestione attuale e futura come “prezioso bene da preservare” che, appunto, deve passare anche dal Consiglio Comunale attraverso un atto deliberativo che riesca a lasciare il segno. Mi auguro che in tempi brevi il Civico Consesso possa trattare la delicata questione del Monumentale in cui l’ultima impietosa vicenda dell’Avello 5000 ha lasciato in tutti sentimenti di indignazione mista a rabbia”.

Francesca Duca

Ventinovenne, aspirante giornalista, docente, speaker radiofonica. Dopo una breve parentesi a Chicago, torna a preferire le acque blu dello Stretto a quelle del lago Michigan. In redazione si è aggiudicata il titolo di "Nostra signora degli ultimi" per interviste e approfondimenti su tematiche sociali che riguardano anziani, immigrati, diritti civili e dell'infanzia.Ultimamente si è cimentata in analisi politiche sulle vicende che animano i corridoi di Palazzo Zanca.