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Default Comune, i dirigenti: “Non abbiamo imbrogliato”

Dopo le accuse delle settimane scorso, l’ira dei dirigenti dell’area economico-finanziaria: “Non abbiamo imbrogliato”.

A prendere la parola questa mattina in Commissione Bilancio in nome e per conto della Ragioneria Generale è il dirigente Giovanni Di Leo, che ha duramente ribattuto alle affermazioni degli esperti del commissario Croce (Dalmazio, Saccà, Tomasello e Montalbano) riguardo all’entità delle passività cumulate dal Comune di Messina, quantificata in 240 milioni di euro.

“Non siamo assolutamente d’accordo con gli esperti quando Dalmazio afferma che entrambe relazioni, la nostra e la loro, sono in linea. Specie quando affermano che i debiti fuori bilancio ammontano a 240 milioni di euro -ha tuonato Di Leo”. Netto e risoluto, il dirigente ha ripreso punto per punto le criticità riportate nella relazione degli esperti e che hanno fatto lievitare inevitabilmente la massa debitoria di 180 milioni di euro in piú rispetto ai 60 milioni di debiti certificati dalla Ragioneria Generale.

“Innanzitutto dobbiamo intenderci su cosa sono da considerarsi debiti -ha puntualizzato Di Leo. Sono debiti le sentenze passate in giudicato, le espropriazioni e, più in generale, tutte le spese di prestazioni richieste a terzi senza copertura finanziaria”.

Una precisazione al vetriolo, che colpisce al cuore la realtà delle voci di spesa (dal contenzioso, ai crediti prescritti fino al saldo finanziario) che gli esperti di Croce hanno inserito all’interno della relazione che il commissario straordinario ha sottoscritto e presentato alla magistratura contabile il 9 novembre scorso.

“I dati riferiti dalle società partecipate non sono stati forniti dalla Ragioneria -ha aggiunto ancora Di Leo- e comunque devono essere conciliati con i dati contabili. Ad esempio, rispetto ai 33 milioni di euro di debiti vantanti dall’AtoMessina3, a noi risulta che 13 milioni su 33 siano stati già pagati dal Comune”.

Imprecisioni, incongruenze. Mentre il tempo continua a scorrere implacabile, non si riesce a far luce sui dati certi cui bisogna far fede per pianificare misure correttive ed un piano di rientro. “Sarebbe il caso che il Consiglio comunale, unico organo politico che poi deve deliberare, facesse un’analisi approfondita delle due relazioni per capire quale delle due è più conforme alla realtà esistente -ha suggerito Felice Calabrò, coordinatore dei consiglieri del PD”.

Si schierano a sostegno del documento presentato dalla Ragioneria Generale anche i consiglieri Saglimbeni e Nicolosi. Oggetto dell’intervento del consigliere Nello Pergolizzi la questione dei debiti di Ato3 e Messinambiente, che possono essere considerati certi ed in particolare la scarsa lungimiranza dell’Aula, che non ha mai predisposto un fondo per pagare i debiti che negli anni sono aumentati e che adesso gravano sull’ente.

Rispetto ai provvedimenti immediati ed urgenti in materia finanziaria, è sempre Di Leo a spiegare che il Bilancio di Previsione 2012 è in fase di redazione e che “se il commissario Croce lo sottoscriverà sarà presto esitato”.

In ogni caso, da sottolineare che soltanto 4 dirigenti su 30 hanno risposto inviando alla Commissione Bilancio, così come richiesto venerdi scorso, delle proposte in merito alle misure correttive da porre in essere nel più breve tempo possibile. La commissione è stata rinviata a lunedi mattina, con la speranza che Croce si confronti con i consiglieri sul tema del debito.