Dal tram volante al giardino sospeso: sulle promesse di De Luca Nino Bartolotta ha ragione?
MESSINA. Dal tram volante ai giardinetti sospesi al posto dell’I-Hub progettato dall’ex assessore Carlotta Previti, che aveva ottenuto anche 71 milioni di finanziamenti, l’esecutivo che dal 2022 governa la città sembra amare il brivido dell’altezza. Quanto alla realizzazione, come ha ben spiegato Nino Bartolotta in questa intervista, dal dire al fare c’è di mezzo il mare. Da polo tecnologico che avrebbe riunito cervelli, idee, aziende già consolidate e sturt up, alle passeggiatine mattutine e post prandiali dei pensionati e con la perdita secca di 60 milioni destinati allo sviluppo della città, come spiegheremo più avanti, e sempre che si riesca ad affrontare la salita che si vede nel disegno, ché di ascensori pare non ce ne sia traccia. 
Stando alla nota inviata alla stampa, grazie al progetto “da 25 milioni di euro finanziato dal PN Metro Plus e Città Medie Sud 2021–2027 per riqualificare la Cortina del Porto con l’obiettivo di migliorare la qualità degli spazi pubblici, Messina rafforza la propria identità di città aperta al mare, moderna e sostenibile, e si prepara a costruire un nuovo grande spazio pubblico capace di coniugare memoria storica e visione futura. Tra gli ultimi provvedimenti adottati dalla Giunta Basile prima delle dimissioni, c’è la delibera relativa al progetto strategico “Dalla Memoria al Futuro: terrazza panoramica e percorsi di rinascita urbana”. L’opera, rappresenta uno degli interventi più significativi della programmazione urbana 2026–2028″.


Come si vede dalla foto ricavata dal sito Open Coesione, e da quella incautamente inviata da Sud chiama Nord, non solo il finanziamento finanziato dall’Agenzia di Coesione è di 22 milioni e non 25, come si potrebbe pensare dalla grafica, ma non si sa nulla dell’inizio (sia previsto che effettivo) e della fine dei lavori, anche in questo caso sia prevista che effettiva.
In ogni caso il passaggio in Giunta, come sostengono gli esperti di finanziamenti europei, è superfluo perché se indicano che è già finanziato vuol dire che è stato presentato da tempo per mettere una pezza alla perdita del finanziamenti maggiore, quello dell’I-Hub. Quest’ultimo, con la programmazione PON Metro 2014-2020 era stato finanziato con poco più di 71 milioni di euro, dei quali ne sono stati spesi all’incirca 8 per abbattere i manufatti esistenti nella cui area era previsto I-Hub. Con una perdita secca di 63 milioni che avrebbero potuto essere destinati allo sviluppo cittadino.
Magra consolazione, ai limiti della presa in giro verso chi non ha competenze in materia, è dire che non sono stati persi perché finanziati nella nuova programmazione PN 21-27. È evidente che il finanziamento del PON Metro 2014-2020 non si può recuperare con quello del PN 21-27 perché in realtà sottrae risorse nuove con cui si sarebbe potuto fare altro.
Secondo Basile, vai a capire perché, “Dalla Memoria al Futuro” non è “soltanto un progetto infrastrutturale, ma un atto di responsabilità verso Messina“. Sull’evidente mancanza di responsabilità messa in atto con la scelta delle dimissioni anticipate, invece, neanche una parola.

