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Da UDC e PDL lo stop al Registro delle Unioni Civili

Per il Registro delle Unioni civili ancora la strada è lunga e una presa di posizione ufficiale contro l’omofobia è tutto quello che per il momento che l’Arcigay di Messina è riuscita a strappare al sindaco Giuseppe Buzzanca. Le resistenze al Registro, che in questi giorni sarà discusso in consiglio comunale a Milazzo, vengono dall’UDC e da parti del PDL. Ad ammetterlo con il presidente dell’Arcigay Rosario Duca lo stesso Buzzanca, durante l’ultimo incontro a Palazzo Zanca. 

“Il sindaco con noi è sempre stato chiaro -puntualizza Duca. E’ contrario al matrimonio e all’adozione per chi appartiene alla comunità LGBT (lesbiche, gay, bisex e trans, ndr) ma ritiene fondamentale regolare le unioni di tutte le coppie di fatto, gay o etero che siano. Intanto abbiamo ottenuto che in Giunta si discuta il documento per la condanna ufficiale dell’omofobia. Sul Registro continueremo a lavorare, perché istituirlo è un segno di civiltà”.

 Oltre al Comune di Milazzo, che da tempo lavora sull’istituzione del Registro delle Unioni Civili, in provincia sono

altri i primi cittadini (Mauro Passalacqua di Taormina e Mariano Bruno di Lipari in testa) che hanno già dato la propria disponibilità per discutere del problema. 

“È pazzesco -aggiunge il presidente dell’Arcigay- che dalla provincia, generalmente vista come più arretrata, arrivino segnali chiari e netti di rispetto dei diritti altrui e che proprio Messina (o meglio, una porzione della classe politica cittadina) si arrocchi su posizioni illiberali e ormai anacronistiche”. 

Ma la battaglia dell’Arcigay di Messina andrà ben oltre la semplice richiesta di attivazione del registro delle Unioni Civili. Le elezioni anticipate sembrano un’ipotesi sempre più concreta e visto che con le buone non si riesce ad ottenere nulla, la comunità LGBT messinese è pronta a scendere in campo alle prossime amministrative con una propria lista. In città ci sono poco più di 2.500 gay dichiarati, anche le statistiche sostengono che l’8 per cento della popolazione appartiene alla fascia LGBT. Fatti due conti, tra omosessuali, lesbiche, bisex e trans, a Messina ci dovrebbero essere oltre 20 mila persone non eterosessuali. E visto che il voto è segreto, sarà interessante vedere quanto consenso otterrà la lista dell’Arcigay.