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Da Nabokov a Mrs. Robinson

Aeroporto internazionale di Fiumicino. Attendo il boarding per Amsterdam e passo in rassegna i manifesti pubblicitari (deformazione professionale, che ci volete fare). Mentre confermo che a me Brad Pitt non è mai piaciuto manco come testimonial di Chanel, i miei bulbi oculari sono attratti dal cartellone adiacente.

Una signora over cinquanta che spinge un carrello da supermercato con dentro un ragazzo. La head recita “Comprereste un uomo in scatola?” E’ la campagna pubblicitaria di Adopte un mec, uno dei siti d’incontri più popolari in Francia. Benché sia difficile a impressionarmi, soprattutto quando si tratta di advertising, il messaggio non mi lascia indifferente.

Abituate, come siamo, alla mercificazione dell’anatomia femminile, la vista di un ventenne in calzoncini, mostrato come una confezione di bastoncini Findus, cioè come un prodotto di “breve” consumo ci fa specie. Quando ci siamo trasformate da Lolite in Mrs. Robinson? Cioè, quando abbiamo smesso di interessarci agli uomini più grandi di noi, o nostri coetanei, per dedicarci alla puericultura di ragazzetti poco più che adolescenti? Da una ricerca condotta per Meetic, emerge che l’articolo toy-boy è il più richiesto, soprattutto da donne in età matura.

D’accordo che il fenomeno ragazzo-giocattolo è diventato una tendenza generale ma, signore, non siamo mica tutte Demi Moore che possiamo accompagnarci al ragazzino senza apparire patetiche. E’ pur vero che la nostra epoca è pullulante di ragazzini attraenti, di bell’aspetto e dalle ipotetiche performances copulative interessanti.

style="text-align: justify;">Ma davvero vogliamo scoparci uno che gioca ancora alla play station? O meglio, possiamo anche farlo, con la logica intenzione che il tutto si fermi al primo livello di gioco, ché i successivi sono troppo impegnativi. Mentre nella nostra mente, silenziata dal monopolio decisionale della zona inguinale, Nick Cave canta Straight to you, il playmobil venticinquenne pensa “Sto per farmi la signora”.

Quel “signora”, per lui, equivale alla zia Gilda, all’amica della mamma, alla vicina vedova di pianerottolo, alla professoressa di storia. Nella penombra della camera da letto andrà pur bene il suo statuario lato b fasciato dai boxer D&G, nel nostro spazio socio-emotivo, tuttavia, la sua presenza stonerebbe quanto il chewingum in bocca a Michelle Obama.

Se non c’è di meglio, vada pure per il sesso con il pupo (a mio avviso, i pischelli, fanno sesso con la stessa voluttà dei mattoncini Lego) ma che sia solo un esercizio aerobico ove il trainer siamo noi. Una relazione necessita di condivisione se non di un passato (ma che davvero ai tempi tuoi non esistevano i cellulari?) magari di un futuro (tra due anni io andrò in pensione, tu terminerai la tesi e potremo andare a Euro Disney).

Care signore consorelle, non è mio costume pontificare circa le scelte ludico-ricreative di ciascuna, dovete però ammettere che, difficilmente una relazione Mrs Robinson/ Benjamin Braddock potrà renderci soddisfatte e pienamente conformi alla nostra età intellettivo-anagrafica.

Pertanto, per il nostro shopping libido-sentimentale, prima di procedere all’acquisto leggiamo bene l’etichetta del prodotto: data di scadenza, conformità CE e, soprattutto, la dicitura “articolo inadatto alle maggiori di anni quaranta”.