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Cultura. “Se non ti amo più”, doppio incontro con la scrittrice Maria Rita Parsi

Maria Rita Parisi

MESSINA. Dire Se non ti amo più richiede coraggio perché tutti siamo predisposti per stringere legami: con il partner ma anche con gli amici e i figli. Per questo è così difficile accettare che questi legami si spezzino, anche se a volte non rimane alternativa. Perché se è vero che occorre saper mantenere viva una relazione, altrettanto vero è che saperla concludere quando non c’è più amore è doloroso, ma necessario per evitare inutili sofferenze e a volte immani tragedie. Se ne parlerà con la scrittrice e psicologa Maria Rita Parsi all’incontro organizzato dalla libreria Bonanzinga con la Scuola Forense di Messina, l’Ordine degli Avvocati e il CIRS nell’aula della Corte d’Appello di Messina lunedì 28 maggio alle 16 per l’incontro aperto alla città e accreditato per la formazione permanente degli avvocati. Con la competenza maturata in anni di indagine sul campo e l’empatia che contraddistingue il suo approccio, Maria Rita Parsi nel volume Se non ti amo più edito da Mondadori, fornisce gli strumenti più adeguati ad affrontare la delicata fase di passaggio e trasformazione che accompagna la rottura di un legame di coppia, aiutandoci a far sì che possa diventare una risorsa: per chi non si ama più ma anche per chi, vittima innocente della situazione (i figli e i parenti) ne è suo malgrado coinvolto. Un decalogo, insomma, per lasciarsi bene, per affrontare, elaborare, trasformare e superare la fine di un amore, anche individuando le figure giuste nel percorso di aiuto, come sportelli di ascolto, consulenti legali, mediatori familiari, psicoterapeuti.

Tutti strumenti che possono dare una chiave

d’accesso per diventare empatici con il partner anche nel momento dell’abbandono, per superare le paure ma anche per comprendere meglio la relazione che avevamo e la persona con la quale abbiamo condiviso parte della nostra vita.

Un tema strettamente connesso anche all’appuntamento serale con Maria Rita Parsi in un ristorante cittadino, per un momento un po’ più ironico e delicato sulle donne che scoprono verità difficili riguardo agli uomini della loro vita. Lo spunto sarà sempre un libro della psicoterapeuta edito da Piemme, I maschi son così, che raccoglie le molteplici tipologie di maschio: il Peter Pan, il Casanova, il Pigmalione così come l’anaffettivo, il guascone, l’ipergeloso, il sadico, il bugiardo. Una classificazione goliardica che sottende però tentativo importante: capire cosa sta alla base dei loro comportamenti e insegnare alle donne come affrontarli.

Perché sarà facile individuare che dietro tante incomprensioni si nasconde una verità. E cioè che gli uomini non sono affatto forti e sicuri di sé come li hanno abituati a far credere, ma fragili, spaesati. Solo che non sanno di esserlo, o non vogliono accettarlo, e camuffano con la fuga, l’inganno, il tradimento, l’arroganza, la prevaricazione, in certi casi con la violenza, la loro fragilità. Da qui le incomprensioni, le distanze, gli equivoci tra i due sessi, in un gioco di ripicche e accuse da cui nemmeno le donne sono immuni.

Eppure trovare un modo di comunicare è possibile. Uomini e donne possono aiutarsi a comprendere i propri limiti e a superarli, a fare della fragilità una forza e un punto di partenza per relazioni alla pari, senza rivendicazioni e sotterfugi. Perché “l’amore passa, l’aver amato non passa mai”.