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Cultura. Scoperto nell’area archeologica di Halaesa un teatro antico di epoca romana

MESSINA. Scoperto nell’area archeologica di Halaesa, l’odierna Tusa, un teatro antico di epoca romana. Il Governo regionale si impegna per il rilancio della ricerca e la valorizzazione dei siti minori. Alla presenza dell’assessore regionale ai Beni culturali Sebastiano Tusa hanno presentato i risultati della scoperta Michela Costanzi e Vincent Michael, componenti la Mission Archéologique Française d’Halaesa – MAFHA, che da due anni ha avviato una campagna di scavi insieme all’università di Oxford e quella di Messina e di Palermo. Indici topografici e naturali, seguiti da diversi sondaggi (Lidar, tomografia elettrica, telecamere termiche) hanno confermato l’esistenza del sito, sulle cui tracce si era da molti anni. Una grande trincea lunga più di 50 metri e larga 2 metri, scavata con un mezzo meccanico messo a disposizione dall’amministrazione comunale di Tusa, mostra un profilo regolare con gradini tagliati, un sedile in pietra di cavità sormontato da una fascia dritta, e nella parte inferiore, lo spazio orizzontale dell’orchestra fiancheggiato da un marciapiede. Presenti il sindaco di Tusa Luigi Miceli, l’assessore comunale Angelo Tudisca, il direttore del Polo Museale di Messina Caterina Di Giacomo, Gianfranco Anastasi del Museo di Mistretta e Gabriella

Tigano della Soprintendenza di Messina.

“La scoperta fatta ad Halaesa – dichiara l’Assessore Tusa – è di straordinaria importanza e conferma il ruolo di primo piano della città nell’antichità. Con la presenza sul posto, il Governo regionale e l’assessorato che dirigo vogliono testimoniare l’importanza di questi centri spesso considerati minori ma che tali non sono. In questo senso, il presidente della Regione Siciliana Musumeci conferma l’impegno dell’esecutivo per rilanciare la ricerca e la valorizzazione dei siti archeologici della Sicilia erroneamente definiti minori. Oggi siamo in presenza di un teatro di grandi dimensioni e costruito in una zona di incomparabile bellezza naturalistica. La sua posizione, con il mare e le Isole Eolie di fronte e la presenza sullo stesso territorio di pregevoli esempi di opere d’arte contemporanea come Fiumara d’arte, danno quel valore aggiunto a una scoperta scientifica di prim’ordine. Il mio impegno è certamente quello di mettere in atto tutte le possibili azioni per lo sviluppo di questo territorio cercando di reperire fondi utili alla continuazione degli scavi e alla valorizzazione del sito. Le sinergie attivate dal Comune con le università e con il territorio per queste ricerche sono la strada giusta per una azione efficace nel processo di valorizzazione della zona a cui il mio assessorato parteciperà con un concreto appoggio”.