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Cultura. Palermo racconta i Borbone al museo archeologico Salinas

PALERMO. Poco più di duecento anni fa il capoluogo siciliano visse un anno da Capitale del Regno. Dopo il Congresso di Vienna, il sovrano Borbone Ferdinando IV (che dopo l’unificazione avrebbe assunto il nome di Ferdinando I) aveva riunito in un unico Stato il Regno di Napoli e il Regno di Sicilia. Siamo a fine 1816, la capitale inizialmente è Palermo, ma l’anno successivo sarà spostata a Napoli. Palermo visse quindi solo dodici mesi da capitale del Regno, ma tanto bastò a segnarla a vita. Oggi, a distanza di poco più di 200 anni e a chiusura dell’anno passato da Capitale Italiana della Cultura, l’Assessorato regionale ai Beni Culturali e all’identità siciliana e il dipartimento dei Beni Culturali presentano la mostra Palermo capitale del Regno. I Borbone e l’archeologia a Palermo, Napoli e Pompei, organizzata dal museo archeologico Salinas, che la ospita dal 2 dicembre al 31 marzo in collaborazione con il museo archeologico nazionale di Napoli, il parco archeologico di Pompei e CoopCulture. La curatela è del direttore del Salinas, Francesca Spatafora. La mostra occupa i tre saloni del primo piano del museo archeologico e racchiude una vasta selezione di opere e reperti donati all’allora museo di Palermo dai sovrani Borbone Francesco I e Ferdinando II oltre a diverse opere provenienti da scavi finanziati dai reali a Pompei, Ercolano e Torre del Greco, prestate dal museo archeologico nazionale di Napoli e dai parchi archeologici di Pompei ed Ercolano.