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#Cultura. Il magico mondo del cinema, dallo zootropio di Horner ai fratelli Lumière

La settima arte è forse l’espressione artistica più popolare dei giorni nostri. Guardare un film è ormai una componente di normale quotidianità per ognuno di noi. Ma torniamo un po’ indietro nel tempo. Pensate agli sguardi attoniti e meravigliati di quei pochi spettatori parigini che assistettero alla prima rappresentazione cinematografica dei fratelli Lumière nel 1895. Ebbene a quei tempi quello strano mondo in movimento in bianco e nero non era assolutamente normale. Prima di parlare del percorso per giungere all’invenzione e alla creazione dell’apparecchio cinematografico, bisogna tenere presente che l’occhio umano riesce a percepire il movimento di una serie di immagini disposte tra di loro ad una velocità di almeno 16 fotogrammi al secondo.

Questa proprietà del nostro cervello fu ampiamente studiata durante il diciannovesimo secolo e nel 1833 lo scienziato inglese George Horner inventò lo zootropio, un apparecchio che conteneva una serie di disegni su una striscia di carta dentro un cilindro che ruotava, dando così l’impressione del movimento delle immagini. Per lo sviluppo del cinema fu ovviamente essenziale la nascita della fotografia e dei rulli di celluloide trasparente inventati da Eastman Kodak, invenzione indispensabile per il funzionamento della cinepresa per la loro ampia flessibilità d’uso.

Molti furono i precursori di questa splendida arte. Nel 1878 Eadweard Muybridgde pose in fila dodici macchine fotografiche con un tempo di esposizione di

un millesimo di secondo davanti alla corsa di un cavallo. Mettendo poi in fila le fotografie si ricreava il movimento dell’animale. Nel 1882 Etiene-Jules-Marey con il proprio fucile fotografico, che impressionava dodici fotogrammi al secondo, riuscì a studiare il volo degli uccelli. Nel frattempo Thomas Alva Edison, inventore della lampadina e del fonografo, creava in America il kinetoscopio, uno dei primi apparecchi che permetteva di riprendere e mostrare immagini in movimento utilizzando la pellicola flessibile della Kodak, da lui per la prima volta tagliata in nastri larghi 35 millimetri e perforata lateralmente in modo che potesse scorrere sulle ruote dentate dell’apparecchio.

Ancora oggi questo rimane lo standard di pellicola maggiormente usato. I primi film duravano solo 20 secondi e giravano a una velocità di 46 fotogrammi al secondo. La rivoluzione più grande arrivò nel 1894, quando un concessionario del kinetoscopio chiese ai fratelli Lumière di produrre delle pellicole più economiche rispetto a quelle di Edison. Inventarono così il cinématographe, una macchina da presa che utilizzava pellicola da 35 mm, che impressionava alla velocità di 16 fotogrammi al secondo e che poteva stampare anche le copie positive, di modo che montata davanti una lanterna magica diveniva essa stessa parte del proiettore. Il 28 dicembre 1895, al Salon Indian del Grand Café di Parigi, con un programma composto da una decina di brevi film realizzati dai fratelli Lumiere, ci fu una delle più famose proiezioni della storia e quella data ha segnato l’inizio del cinema come spettacolo popolare e commerciale.

Alessio Morello

Nato in Sicilia, adesso studente di cinema al DAMS di Roma. Divide le sue giornate fra introversione ed estroversione, vecchi film perduti, nuovi film sperduti, musica e lettura, il tutto rigorosamente mentre strimpella note discordanti alla chitarra. Si crede un esistenzialista con svariati dubbi universali in testa, che talvolta finisce per annegare nella baldoria di qualche pinta di troppo. Un pessimista pessimo. Vorrebbe differenziarsi e sfuggire dalla massa, ma forse è la massa che fugge da lui. Ponderato e istintivo al contempo, quando chiude gli occhi sogna fotogrammi in bianco e nero con un sottofondo rock 'n' roll.