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Cultura. Lutto nel mondo dell’arte: si è spento lo scultore Mauro Staccioli

MESSINA. Un grave lutto ha colpito durante le ultime ore del 2017 il mondo della cultura, si è spento all’età di 80 anni Mauro Staccioli. Il grande scultore nato a Volterra nel 1937, è morto nello studio nel quale lavorava dagli anni settanta nella notte tra il 31 dicembre 2017 e il 1 gennaio 2018. L’artista è uno dei pilastri fondanti dell’arte contemporanea, celebre per le sue sculture tra cui la Piramide 38° Parallelo (Parco Fiumara d’Arte) e Trinacria (museo-albergo Atelier sul Mare). Staccioli è stato uno dei maestri della scultura, conosciuto a livello internazionale per le sue sculture-intervento, opere di dimensioni ambientali che con le loro forme geometriche essenziali si pongono in profonda relazione con gli spazi nei quali vengono collocate. Era membro associato dell’Académie Royale des sciences, des lettres et des beaux-arts de Belgique e Accademico Nazionale dell’Accademia di San Luca. Per le sue sculture-intervento ha sempre utilizzato una geometria essenziale e l’uso di materiali artificiali come l’acciaio e il cemento. In parallelo con le pratiche della più recente e contemporanea poetica della Land art americana, Mauro Staccioli, sviluppa l’idea che le opere d’arte possano essere collocate in paesaggi aperti. In questo modo l’arte può ispirarsi al mondo che la circonda ed entrare a far parte dello stesso. “Un grande abbraccio ideale a un maestro della scultura”  è questo il cordoglio di Antonio Presti, Presidente della Fondazione Fiumara d’Arte  che commemora così una delle figure più importanti nel panorama contemporaneo internazionale. A ricordare il suo genio e allo stesso tempo la sua semplicità, sono proprio le opere di scultura ambientale, sempre concepite in relazione al contesto nel quale sono inserite, non solo culturale e territoriale, ma anche sociale, come Piramide 38° Parallelo, diventata di fatto un simbolo del Parco dei Nebrodi in Sicilia.
Mauro Staccioli si era diplomato all’istituto d’arte cittadino nel 1954 e nel 1960 inizia la parentesi sarda e fonda, insieme a giovani artisti e intellettuali sardi, il Gruppo di iniziativa. Tre anni più tardi si sposta prima a Lodi e successivamente a Milano, dove assumerà l’incarico di direttore del liceo Artistico di Brera e successivamente del liceo artistico statale di Lovere, in provincia di Bergamo. Dopo aver sperimentato la pittura e l’incisione, dalla fine degli anni Sessanta si dedica alla scultura, sviluppando l’idea che la scultura possa mettersi in stretta correlazione ai luoghi, intesi come forme fisiche e sociali, forgiando una serie di sculture-intervento. Materiali semplici, come ferro e cemento e geometrie essenziali che irrompono nei paesaggi e scardinano ogni schema. Nel 1973 nella sua città realizza, grazie a un nuovo lavoro di ricerca artistica, Volterra 73, un grande evento di creatività urbana in cui l’arte contemporanea uscì dalle gallerie e debordò negli spazi cittadini. Negli anni successivi le opere del maestro Staccioli hanno conquistato mezzo mondo: prima l’invito alle Biennali veneziane, poi i successi in Germania, in Gran Bretagna, in Israele e in Francia, giusto per citare alcuni Paesi esteri, per arrivare alla sua prima personale negli States. Tante le installazioni-culto di Staccioli che troneggiano nelle colline di Volterra e che sono diventate vere e proprie icone per gli appassionati dell’arte.

Cultura. Lutto nel mondo dell’arte: si è spento lo scultore Mauro Staccioli
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