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Cultura. “L’attualità dell’inattuale”: nel libro di Tumeo il passato come paradigma del presente

MESSINA. Il saggio di Vittorio Lorenzo Tumeo L’attualità dell’inattuale (Armenio editore, Brolo 2018, pgg. 173) propone un percorso che dal mondo classico si snoda fino ai nostri giorni, in un rimando di tematiche di straordinaria modernità. Al centro della speculazione di Tumeo si pone la più antica delle tragedie superstiti di Eschilo, Le Supplici (primo dramma della trilogia cui facevano seguito Gli Egiziani e Le Danaidi). Tema di fondo dell’opera, il rifiuto delle Danaidi, le cinquanta figlie di Danao di sposare i cugini, figli di Egitto, e la loro richiesta al re di Argo, Pelasgo, di accoglierle quali supplici. Esse rivendicano una lontana origine argiva e quindi sostengono di aver diritto all’accoglienza, secondo l’antico norma dell’ospitalità. Il re è dubbioso: soccorrere le giovani, salvaguardandole dal sopruso di un’unione aborrita e esporre il popolo argivo alla ritorsione degli Egizi oppure violare il più sacro dei diritti, quello dell’ospitalità? Il re, incerto, decide tuttavia di non peccare di iubris (tracotanza) e, con un atto straordinario di democrazia, ricorre al popolo che decreta l’accoglienza delle Supplici.

Il dramma a questo punto rivela una forte dicotomia tre le donne che si affidano al potere assoluto del monarca e il re che delega il suo potere al popolo. Su queste tematiche si sofferma Tumeo, attualizzandole e proponendo dei nodi concettuali di

estremo interesse. Innanzitutto, è di grande modernità l’antitesi che l’autore propone tra il popolo egizio ignorante e dispotico e quello greco duttile, aperto e innovativo.

Per il giovane autore, i cugini egizi preconizzano gli atteggiamenti tracotanti degli uomini d’oggi, violenti e irrazionali. Le donne invece difendono la propria integrità e non vogliono soggiacere a violenze. Pelasgo, con il sostegno del popolo, sceglie il bene comune, antesignano di una visione moderna dello Stato. Così come si comporterà il popolo italiano a tanti secoli di distanza, quando dovrà affrontare il pericoloso groviglio del caso dell’Achille Lauro. E così come farà Oskar Schindler mettendo a repentaglio la propria vita, pur di salvare oltre mille ebrei polacchi.

Eroi pelasgici si possono considerare anche i martiri della mafia Mario Francese, Piersanti Mattarella, Rosario Livatino, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Le Supplici, invece, sono antesignane della rivoluzione femminile e della liberazione dai pregiudizi, preconizzano la parità di genere che è una delle più grandi conquiste della modernità. Tuttavia, il nucleo concettuale più significativo del testo è quello dell’accoglienza. Il popolo greco aveva come elemento fondamentale del proprio ordinamento civile e morale il diritto d’asilo e riteneva che accogliere chi lo richiedeva fosse segno della grandezza di un popolo. Il significato di questo saggio, scritto da un giovane, sta proprio in questo: la democrazia deve essere difesa e sostenuta soprattutto nei temi dell’immigrazione, dell’accoglienza e del rapporto paritario tra i sessi. Il futuro, insomma, è nelle nostre radici.