Resta sempre aggiornato e seguici sui social, clicca "Mi Piace"

Cultura. La Regione assegna il FURS 2017, niente soldi per l’Ente Teatro di Messina

Foto d’archivio, una delle tante proteste della FP CGIL a difesa del Teatro Vittorio Emanuele

MESSINA. Porta la data del 22 dicembre il decreto a firma dell’assessore regionale allo spettacolo Alessandro Pappalardo inerente i 4 milioni 600.000 euro del contributo FURS 2017 per l’attività di enti, associazioni e fondazioni a partecipazione pubblica. Neanche un euro per l’Ente Teatro di Messina in quanto privo del requisito richiesto dal comma 4, lettera C dell’articolo 65 della legge regionale 9 del 2015, che prevede che “il rapporto tra il personale amministrativo e il personale totale non sia superiore al 40% nell’anno 2015, al 35% nell’anno 2016 e al 30% nell’anno 2017 e seguenti”. Insomma, l’annosa questione dell’eccesso di dipendenti amministrativi e la carenza di personale tecnico e artistico. 

“Mentre Palermo e Catania ottengono il massimo del contributo -dichiara Clara Crocè, segretario regionale della FP CGIL Sicilia– il Teatro Vittorio Emanuele di Messina è stato escluso con la seguente motivazione: in ordine all’istanza presentata dell’EAR V.E. di Messina, che la dichiarazione di cui all’allegato C) non soddisfa i requisiti previsti dalla suddetta norma e che pertanto viene preclusa l’ammissibilità del suddetto Ente al contributo FURS 2017, che risulta quindi escluso. Rinnoviamo quindi la richiesta di incontro già avanzata al presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci e all’assessore Pappalardo in merito all’attivazione di un tavolo regionale per affrontare la grave crisi del Teatro Vittorio Emanuele, anche perché adesso il debito dell’ente rischia di aggravarsi”.

La FP CGIL Sicilia chiama a raccolta anche la deputazione messinese “affinché si mettano in atto tutte le azioni positive atte a scongiurare la grave crisi economica del teatro messinese”.

Elisabetta Raffa

Giornalista professionista dal secolo scorso, si divide equamente tra articoli di economia e politica, la cucina vegana, i propri cani, i libri, la musica, il teatro e le serate con gli amici, non necessariamente in quest’ordine. Allergica ai punti e virgola e all’abuso dei due punti, crede fermamente nel congiuntivo e ripete continuamente che gli unici due ausiliari concessi sono essere e avere. La sua frase preferita è: “Se rinasco voglio essere la moglie dell’ispettore Barnaby”.