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Cronaca. Terme Vigliatore, i Carabinieri arrestano il responsabile dell’ufficio tecnico del comune

All’alba di oggi i Carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto, diretti dal capitano Giancarmine Carusone, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, su richiesta della locale Procura della Repubblica, guidata dal Procuratore Capo Emanuele Crescenti, a carico del responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Terme Vigliatore, V. T. 56 anni, ritenuto responsabile di abuso d’ufficio, falsità ideologica e materiale e abusivismo edilizio, aggravati in concorso, mediante la complicità del titolare di una ditta edile e del direttore dei lavori, al fine di dare una parvenza di legittimità ad una complessa operazione immobiliare realizzata al fine di eludere i controlli delle autorità preposte. Il provvedimento restrittivo scaturisce da una complessa attività di indagine, sviluppata a partire dal gennaio 2018 dalla Stazione Carabinieri di Terme Vigliatore, coordinata dal sostituto Procuratore della Repubblica Dott. Matteo De Micheli, i cui esiti hanno consentito di documentare le condotte della presunta manovra illecita e le presunte responsabilità a carico dell’arrestato e degli altri due indagati. Secondo gli inquirenti, avrebbero eseguito, in assenza del relativo permesso di costruire, interventi edilizi in zona sottoposta a vincoli storici, artistici, archeologici, paesaggistici ed ambientali.
Le indagini hanno permesso di documentare come il proprietario del fabbricato, nonché titolare della ditta edile che ha eseguito i lavori, acquistava nel 2016 all’asta un complesso residenziale di 8 villette a Terme Vigliatore. Successivamente, nel corso del 2017, la stesa impresa avviava i lavori di ristrutturazione del vasto complesso residenziale presentando un progetto al Comune di Terme Vigliatore. Dopo aver ottenuto la concessione edilizia, secondo il progetto depositato presso l’ufficio tecnico dell’Ente locale, il proprietario della ditta,  che si identifica nel proprietario dello stabile, procedeva, d’intesa col proprio direttore dei lavori, alla fusione immobiliare delle otto villette riducendole a quattro, mediante la demolizione delle scale esterne di collegamento, la demolizione di parte dei solai di calpestio del primo piano e la realizzazione di opere murarie e scale interne. Nel corso dei lavori, poi, il responsabile dell’Ufficio tecnico del Comune di Terme Vigliatore, secondo quanto avrebbero accertato le autorità, provvedeva a redigere formale comunicazione in cui attestava falsamente che le scale esterne dell’immobile erano state spostate e che erano stati compiuti lavori di manutenzione in assenza di autorizzazione edilizia, quando in realtà era consapevole che le scale non erano state spostate bensì demolite come previsto nella concessione concessa in maniera illegittima da parte del funzionario pubblico. Successivamente, nel corso dei lavori, l’originario proprietario del complesso residenziale presentava un esposto – denuncia con il quale segnalava una serie di irregolarità nell’esecuzione dei lavori di ristrutturazione. A fronte di ciò, il responsabile dell’ufficio tecnico rilasciava al proprietario dell’impresa edile e al direttore dei lavori una concessione edilizia in sanatoria avente natura illegittima in quanto: prevedeva un intervento di fusione immobiliare non assentibile con concessione in sanatoria ma che necessita del rilascio di permesso di costruire ottenibile solo dopo il rilascio della sanatoria; risultava priva del “nulla osta” della soprintendenza dei beni ambientali e culturali di Messina e del Genio Civile, in quanto quelli depositati non attenevano al progetto allegato alla concessione; non aveva un oggetto ben individuato posto che gli interventi indicati nei relativi elaborati progettuali erano difformi da quelli descritti nella relazione tecnica. In altre parole, il responsabile dell’ufficio tecnico rilasciava la predetta concessione, mentre il proprietario della ditta ed il suo direttore dei lavori allegavano consapevolmente alla richiesta di sanatoria un progetto diverso da quello descritto nella relazione tecnica e da quello presentato dagli stessi al Genio Civile e alla Soprintendenza di Messina, nonché diverso da quanto descritto nella perizia giurata presentata dagli stessi presso il Comune di Terme Vigliatore. Tra l’altro, il funzionario pubblico, nello svolgimento delle proprie funzioni, attestava falsamente nell’atto di rettifica che in sede di istruttoria sono stati allegati per mero errore elaborati grafici errati, quando in realtà era consapevole che tali elaborati erano stati allegati consapevolmente dal direttore dei lavori su incarico del titolare della ditta. In definitiva, il responsabile tecnico dell’Ente locale procurava un ingiusto vantaggio patrimoniale al titolare dell’impresa ed al direttore dei lavori/progettista, consistito prima nel rilascio della concessione edilizia in sanatoria di natura illegittima e poi nell’omettere, a fronte di conclamati abusi edilizi da lui stesso riscontrati, di compiere i dovuti accertamenti e di adottare i conseguenziali provvedimenti sanzionatori amministrativi (ordine di sospensione dei lavori e di demolizione), nonché di segnalare tali abusi all’Autorità Giudiziaria e ai competenti Uffici Regionali, così consentendo al titolare della ditta e del direttore dei lavori di realizzare opere abusive, senza corrispondere i dovuti oneri concessori e senza dover sostenere i costi relativi alle spese di progettazione e di vendere a terzi in buona fede gli immobili, nonostante fossero abusivi.

 

I Carabinieri hanno eseguito il sequestro preventivo dell’intero complesso immobiliare che si estende su una superficie pari a 1.500 metri quadri, per un valore di tre milioni di Euro.