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Cronaca. Terme Vigliatore, discarica abusiva nell’alveo del torrente Patrì: sequestrata l’area

MESSINA. Stamane i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Barcellona Pozzo di Gotto hanno eseguito un decreto di perquisizione, emesso dalla Procura della Repubblica della città del Longano, in un terreno nel Comune di Terme Vigliatore nei pressi dell’alveo del torrente Patrì, utilizzato dal titolare di una ditta edile per lo sversamento illecito di rifiutiIl provvedimento ha origine dalle indagini svolte tra agosto e settembre del 2018 dai militari dell’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto, che hanno riscontrato come per almeno un anno il titolare di una ditta edile di Terme Vigliatore abbia scaricato materiali edili di risulta e inerti all’interno di una gigantesca fossa in un terreno di sua proprietà, adiacente l’alveo del torrente Patrì.

Dalle indagini è emerso che ciclicamente il titolare della ditta, anche tramite terze persone, ha sversato in questo terreno un ingente quantitativo di rifiuti. Per occultare questa attività illecita, l’imprenditore ha utilizzato un escavatore, stabilmente lasciato sul luogo, per sotterrare i rifiuti ed eludere così gli eventuali controlli.

Nel corso delle attività di perquisizione svolte questa mattina con l’ausilio dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Catania, del personale dell’ARPA di Messina e con la presenza di un consulente tecnico nominato dalla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto, attraverso una attività di scavo è stato riscontrato l’occultamento nel terreno dei rifiuti e sono stati portati alla luce i materiali edili di risulta, gli inerti e il calcestruzzo illecitamente conferiti. Ma gli accertamenti documentali hanno evidenziato anche che il terreno nel quale è stata realizzata la discarica risulta in comproprietà tra l’imprenditore edile e di un altro soggetto del luogo, anch’egli destinatario del decreto di perquisizione.  I due imprenditori coinvolti sono del ’42 e del ’74.

L’intera area è stata sottoposta a sequestro penale, così come disposto dal sostituto procuratore della Repubblica Matteo De Micheli, che ha coordinato le indagini. Le operazioni si sono concluse oggi pomeriggio alle 16.